tutto in una notte, 1

Wednesday, October 29th, 2008

passo da via tommaso grossi che in via mercanti c’è una fiaccolata per la scuola.
bambini con la faccia di scolari, mamme con la faccia da mamme, maestre con la faccia da maestre.
polizia in assetto antisommossa.

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ne abbiamo già parlato qui:

friendfeed è come uno zaino invicta

Friday, October 10th, 2008

quando andavo al liceo c’erano cose su cui scrivere (i quadernoni per le versioni, i quablock per gli appunti, i margini delle pagine per le parafrasi di dante, i banchi per le formule chimiche e le declinazioni, le smemo per tutto il resto, cioè per le cose importanti) e l’oggetto che le conteneva: lo zaino invicta.
fino a poco tempo fa sul web c’erano cose su cui scrivere (i blog per i post, twitter per i messaggi in bacheca stilosi, flickr per i commenti alle foto, anobii per i libri, delicious per i siti, tumblr per le citazioni di altri blog) e l’oggetto che raggruppava tutto questo era friendfeed.
non ricordo più chi iniziò a scrivere anche sugli invicta, ma so che prima o poi smettemmo tutti un po’ perché la maturità (ai miei tempi) non era solo un esame, ma anche perché le nostre mamme si incazzarono tutte come delle bestie, che andare in giro con scritto sullo zaino “axl rose TVTB” oppure “luisella troia” non era cosa buona e giusta.

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ne abbiamo già parlato qui:

175/1826, il giorno della vigilanza violenta

Friday, October 10th, 2008

tempo fa luca (più famiglia) aveva fatto un post (molto condivisibile) sul fatto che sia indecente che i genitori parcheggino la macchina in doppia file per portare i figli a scuola.
ok, è vero, è indecente. è indecente anche che li portino a scuola in macchina invece che a piedi, o in bici.
ma è ancora più indecente se i vigili una mattina inchiodano un padre (extracomunitario) faccia a terra (ammanettandolo davanti al figlio) perché ha parcheggiato sul marciapiede e ha detto “porto mio figlio in classe e poi vengo a darvi i documenti”.

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ne abbiamo già parlato qui:

153/1826, il giorno della campanella

Wednesday, September 17th, 2008

alle elementari andavo in piazza sicilia, una scuola enorme con la pianta pentagonale e con un enorme giardino all’interno dove noi scolari del tempo pieno passavamo la ricreazione del pomeriggio.
di piazza sicilia e del suo giardino ricordo le foglie degli ippocastani che ci facevano incollare sui quaderni, i ricci con cui ci dicevano di non giocare, quando giocavano a mago libero e ai 4 cantoni. giocavamo anche alla corda (arancialimonemandarinofragola) e all’elastico.
le maestre stavano sedute in un angolo e avevano sempre qualcosa da dirse. la maestra mema portava sempre dei tacchi vertiginosi, altissimi e a spillo. io ero la più piccola della classe (non che crescendo, invece…) e in fila ero la prima: ho imparato da lei a salire le scale con i tacchi, quel passo certo, mai tremante, che sono riuscita a fare mio anche con un tacco 12.
poi ho fatto le medie, ma io le medie non me le ricordo. poi ho fatto il liceo e delle ricreazioni del liceo mi ricordo solo quelle della quinta, che uscivo per fumare.
erano anni che non sentivo squillare la campanella della ricreazione. ogni tanto l’ho sentito quello stesso suono ma stava urlando “seggi chiusi!” “seggi aperti!”… oggi mi hanno ricordato com’è quel suono, quello che ne segna l’inizio.
quello che ne segna la fine, non mi interessa.

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