da lunedì a dieta e basta svendite
Sunday, November 8th, 2009venerdì sera ho fatto un passo avanti, che mi è costato e mi costerà molto. inteso proprio come soldi.
Tags: costo, decisione, passo avanti, soldine abbiamo già parlato qui:
e allora riflettete, ragionate con la vostra testa, e continuate la vostra lotta… (il comandante diavolo)
venerdì sera ho fatto un passo avanti, che mi è costato e mi costerà molto. inteso proprio come soldi.
Tags: costo, decisione, passo avanti, soldipoi ci sono state le serate al paso, i margarita, c’è stato il g8 e le torri. io non voglio andare in un paese in cui la data del mio compleanno sia sinonimo di qualcosa d’altro, a parte il cile.
e tutto è corso più veloce. e non ho mai avuto il tempo nemmeno di pensare che ci fosse new york. e una strambata e poi l’altra, nella vita. tutto di corsa. la vita, le scelte, le decisioni, le persone, il lavoro, gli amici. l’america no, l’america no. non ho priorità in questo momento che non siano io io io. ricostruire me da me. ripartire da zero. basta topi di fogna, costruire sorrisi e buon senso. mi viene bene una volta ogni due, adesso due volte su tre, ma mi viene bene. un po’ più di spesso. ok, mi viene bene quasi sempre. quasi sempre perché ho abbassato le mie aspettative sugli altri, ma soprattutto su di me.
poi ho iniziato a viaggiare per fare fotografie. parigi, roma, madrid, città nuove, città vecchie, città viste con gli occhi di un compagno di viaggio divertente e divertito che un giorno mi ha detto “andiamo a new york?” e io gli ho detto “non ho soldi”. cosa peraltro vera (e ineluttabile). lui mi ha preso in parola. e ci è andato con un altro. evidentemente nemmeno quella era la volta giusta per andarci, a new york.
(continua)
scopro su ballarò che non solo siamo stati così magnanimi da riportarli in italia, ma questi vogliono pure dei soldi.
emanuele filiberto in realtà chiede un risarcimento perché ha l’accento svizzero e non italiano.
parliamone. ma con uno bravo.
al di là che il contributo per l’affitto è un’inezia, al di là del termine poco felice, però io mi chiedo: io sono veramente l’unica persona (a sto punto, l’unica stronza) a questo mondo che è uscita di casa giovane e che a nemmeno 25 anni si pagava interamente casa, università e sigarette? e non portava le cose da lavare a mamma?
cioè per dire, a chi rimane a casa da mamma dà più fastidio sentirsi dire bamboccione perché la verità fa male lo so oppure fa più fatica alzare le maniche e servire a un tavolo di un pub irlandese per 6 euro all’ora, 8 se lavori la notte di natale?
(nb. una volta mi hanno rimborsato una parte dell’affitto grazie al contributo regionale: trovarsi di botta 500 euro sul conto fa un gran piacere, forse non incentiva a uscire di casa, ma è un gran bel regalo)