ripensando a vecchie case e vecchie cose, mi è tornato in mente il senso di sollievo che avevo quando dalla casa di matteo venivo qui a casa mia, sebbene vivessimo insieme. sollievo puro.
mi sono anche venuti in mente un sacco di dettagli della casa vecchia di via primaticcio. ho provato a metterli in una mail (che non rasentasse l’idiozia) perché avrei voluto condividerli con qualcuno. poi ho capito che li stavo cercando di condividere con qualcuno che non potrebbe capire, e che chi potrebbe capire ormai non fa più parte della mia vita.
e mi sono vista come in un film seduta sull’aiuola davanti a quello che adesso è un cantiere, seduta affianco a lui, mentre ricordiamo le mille volte che abbiamo fatto l’amore sul letto di mattoni, di quella sera che ha scavalcato il cancello per portarmi dei fiori, di quella notte che stava seduto nell’angolo, della vasca coi piedini. mentre gli racconto che una notte l’ho tradito con andrea, prima che lui rientrasse da una serata di studio, mentre gli racconto che pagava a metà una bolletta del telefono con cui chiamavo un altro. mentre gli racconto delle delusioni, delle debolezze, delle certezze, di quell’amore che nessuno ci potrà portare via.
e mi sono vista come in un film seduta sull’aiuola davanti a quello che adesso è un cantiere, seduta affianco a qualcuno che non so che faccia abbia, a raccontargli un pezzo della mia vita.
ho buttato via la mail che stavo scrivendo, e ho sentito ancora quella sensazione di sollievo. fortissima. sollievo e nient’altro. e poi mi sono chiesta: chissà cos’hanno fatto della bici viola a pois bianchi che avevo lasciato in cantina.
intanto la vita va avanti: domani mattina dentista alle 9.30.
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