stanotte

Thursday, September 17th, 2009

stanotte come tante altre notti non ho dormito. stavo per mandare un sms al Sir per dirgli che potevamo chattare un po’ se gli andava, poi ho pensato che forse lui da quando ha un lavoro nuovo dorme un po’ di più. e ho lasciato stare. forse un giorno dovrò organizzare una cena con la AdM per far sì che dia delle dritte a luca su come si sopravvive vivendo con un insonne.

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ne abbiamo già parlato qui:

uno come me, scarpe gialle come me

Friday, July 10th, 2009

che prima di uscire avevo pensato di mettere quelle gialle, ma poi ho scelto quelle blu.
e con l’anziano siamo andati a paderno dugnano, al parco nord, sul lago. romantico, no?
ci siamo fermati al super, io ho voluto fare un giretto fra detersivi, le collant e il latte in offerta, e poi abbiamo mangiato la pizza alta: un trancio di margherita a testa, teniamo d’occhio il colesterolo. io ho preso la fanta e lui la birra. ho controllato che non la bevesse troppo velocemente, che poi tanto era una di quelle alla spina di quelle specie di fast food: insomma doveva proprio fare schifo.
poi c’era il baracchino degli scout e lui ha preso un panino al salame, io uno a salame. ce ne fottiamo del colesterolo. lui ha preso un’altra birra (oh, ma quanto beve questo?). io un cornetto tradizionale. talvolta mi dimentico non ho più l’età per mangiare i cuori di panna.
poi è iniziato il concerto: loro sono davvero anzyani. per dire franz dy cyoccyo cercava pure di saltare qua e là, ma si capiva che aveva la schiena coperta di cerotti lasonyl. mussyda poi assomiglia tanto a gandalf, il vecchio. appunto. per dire, loro nel 1978 facevano già i concerti con de andré. io nel 1978 avevo 5 anni, mia nonna non era ancora morta, anche se io me la ricordo praticamente solo morta, mia mamma aveva la permanente e mia sorella non giocava (ancora) a chi ce l’aveva più lungo. lo capiscono tutti che fra bambine non è che sia proprio una sfida di quelle entusiasmanti. poi si cresce e quella sensazione di consapevolezza passa.
però il concerto è stato bello e un po’ mi ci voleva. e mentre c’era il concerto e tutti cantavano nananannananananananannananana (che è chiaramente – l’avete riconosciuta tutti – il pescatore di quello che, incredibile a dirsi, è l’unico morto di tutti quelli del concerto del 1978), io sculettavo cantavo e battevo le mani (più che altro è che iniziava a far freddo). e ho pensato quella cosa lì, così, come una piccola idea stupida e liturgica.
e poi hanno fatto i bis: un’ora di bis, visto che non sono granché specialisti in canzoni bonsai, di pezzi ne hanno cantati tre. noi nel frattempo ci siam messi magliette a maniche lunghe e sciarpa (io) e giacchetta (lui), ci siamo pure un po’ consolati perché anche lucio si è messo per i bis la camicia pesante (allora fa davvero freddo).
finiscono sti tre pezzi, loro salutano e vanno via.
e noi anche.
dai sergio, sù… fa freddo. andiamo alla macchina, che fra poco ci lasciano fuori dall’ospyzio.

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in a 1.0 staila

Thursday, January 15th, 2009

ieri è stata una giornata così: arrivavo da una notte quasi insonne, lavoro alle terme (dove la specialità è la crioterapia), riunioni, sensazioni, un po’ di noia di routine e il mio nuovo flirt, stumbleupon. e poi serata con amici, siamo finiti tutti – o quasi – stesi sotto il tavolo del locale tutt’ora preferito dalla scuola milanese (quella che “la prima volta che ci siamo visti, siamo venuti qui e luca sofri ha portato i dischi”).
io ogni tanto mi appoggiavo a chiunque passasse e un po’ dormicchiavo. il sir sotto gli occhi (nuovi di pacca) aveva una muse di yves saint laurent, la spiff ha passato due ore con suzuki (che non aveva mai visto prima, per fortuna c’era il suo vicino di casa, che voi lo sapete quant’è ermetico suz). lui (l’ospite d’onore), grazie a dio (e a lei), ha dormito in un letto e non su un parquet. da testimonianze fotografiche sembra che io abbia passato la serata a baciare chicchessia.
con luca poi ci siamo detti che non abbiamo più l’età, che non siamo più abituati, che.
però bello, una volta tanto, mandare a quel paese il pensiero (unico e) ricorrente di queste prime settimane di questo 2009 che non si capisce.

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172/1826, il giorno dell’archeologia

Tuesday, October 7th, 2008

Prima avevo un altro blog appoggiato su Blogger pubblicato sul mio sito personale. Poi Blogger e’ stato in black out per un po’. Allora ho deciso di aprirne uno su splinder, ho molti amici che sono diventati blogger e altri che ho conosciuto tramite i blogger che usano Splinder… dare un nome a un blog… bel casino… ho pensato: a cosa mi serve il blog? a fuggire da tutto quello che mi sovrasta. entro nel blog scrivo la mia cazzata e non e’ che mi sento meglio, ma almeno ho detto la mia cazzata. quindi fuggire da qualcosa. ma ci si riesce? no, ci si prova… e allora e’ un tentativo. un tentativo di fuga. poi in quel periodo avevo sempre in testa una canzone dei mambassa (vie di fuga) e quindi… e quindi mi sono ritrovata con tentativi di fuga come blog.

spiegando il perché di tentatividfuga (15 maggio 2003, il post era del sir)

Un giorno ero ospite a Roma da un amico. Mentre sono sul divano a leggere lui parla al telefono e ipotizza cose grandiose da fare in serata per farmi godere la Città Eterna. Cinema? Enoteca? San Lorenzo? Caffè letterario? Mentre enumera le proposte, io mi addormento e nel dormiveglia lo sento dire “Ahò, nulla, nun se fa nulla, la pupa c’ha sonno”.
Fino ad allora ero stata in fuga (www.tentatividifuga.com), avevo bisogno di riposare un po’.

spiegando il perché di lapupachasonno (7 ottobre 2008, il post è di enrica)

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40/1826, il giorno del succo di frutta alla pera

Tuesday, May 27th, 2008

ci sono due o tre persone con cui mi piace viaggiare in macchina.
una è la stea. uno è stefano. uno è claudio.
un altro è il sir. l’ho scoperto oggi.
(e c’è una persona con cui mi piace fare la cazzona quando mi fanno le foto al 4 mojito: suz)

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vittime

Monday, March 3rd, 2008

per iniziare bene la settimana, vi avviso e vi consiglio.
vi avviso che sono in fase gnagnera, in fase “oddio mia madre non è come ho pensato per 34 anni!”, in fase “oddio non troverò mai nessuno che mi porti a nyc, e no, non ci voglio andare con le amiche”, in fase “non sono mai capace di dire sì, di dire no”, in fase “elefante in un negozio di cristalleria” e in fase “ascolto tenco per evitare di dover tradurre ciò che sento in ciò che penso”.
ma non sono in fase PMS, a meno che – come inizio a dubitare – la mia PMS non duri 21 giorni al mese.
e vi consiglio questo di mafe e questo di sergio. e di fare voi le eventuali connessioni immaginarie per cui il primo e il secondo possano essere connessi.

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dimenticanze che costano care

Thursday, December 20th, 2007

porca paletta, mi sono sempre scordata di dirvi che anche quest’anno esiste il post da mettere sotto l’albero (file PDF, parecchio pesante).
auguri.

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quasi come un dico

Thursday, December 13th, 2007

ieri il padre ideale dei miei figli ha incontrato per lavoro quello che per un po’ immaginavo potesse essere il padre reale dei miei figli.
sembra si siano trovati bene insieme. magari fanno un figlio.

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