l’unico modo che conosco

Thursday, August 7th, 2008

per farmi passare un’incazzatura e la tensione è stancarmi: ieri notte ho camminato un’ora e mezza in città, un po’ girando un po’ a caso, un po’ desiderando tornare a casa.
avevo il cellulare staccato, la scarpe meno adatte a camminare che io possieda, avevo freddo.
sono andata in feltrinelli, ho preso 5 libri e poi non avevo il buono sconto che pensavo di avere con me.
ho cercato di focalizzare tutte le cose che ci si deve ricordare di una persona e ho provato a perdonare il vostro dio per non aver dato anche agli uomini quel senso di autoconservazione di cui noi donne strabordiamo. non ce l’ho fatta a perdonare.
è un dio ingiusto il vostro, è una scienza ingiusta la vostra, è una casualità ingiusta la mia: noi non ce la facciamo quasi mai, a loro viene quasi sempre bene.

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Ne abbiamo già parlato qui:

88/1826, il giorno delle cime di navarone

Monday, July 14th, 2008

quando sta per iniziare una settimana in cui non riuscirai a respirare neanche per sbaglio non puoi che pensare: “oh tanto sto weekend non ho proprio fatto un cazzo”.
beh sì, certo… hai solo fatto il girotondo intorno alle tre cime di lavaredo.

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(respiro)

Thursday, January 17th, 2008

l’ultima volta che sono stata così, sono partita. coccolata dal bello, dallo sciocco e dal romano.
salivo e scendevo dai treni in corsa, dalle macchine accoglienti. ho dormito sui prati di firenze e nei letti con le onde.
ieri sera ho fatto la doccia, poi olio di mandorle, poi crema, poi balsamo per i capelli, poi struccante e latte detergente e crema, poi divano e matt albie (so cosa significa ridere da sola con le cuffie).
ok, non basta.
me lo faccio bastare, eh.
ma non basta.

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