[draft] imparando anche a sanguinare
Tuesday, September 16th, 2008mi volto e tu mi dici quella frase con una tale naturalezza che io non so davvero che fare.
torno a casa, appoggio le borse, saluto il cane che tanto ormai non sa nemmeno più come mi chiamo e non scodinzola nemmeno più quando torno, mi tolgo i jeans, cambio la t-shirt, infilo le infradito da casa, lego i capelli in una treccia che so fare a memoria. mi siedo sul bordo della vasca da bagno, appoggio i piedi contro le piastrelle e inizio a molestarmi. forte, forte, forte, più forte.
mi molesto interrogandomi su cose che mi riguardano, le stesse cose da sempre, visualizzo tutto nel minimo particolare, mi chiedo cose sulla geografia delle persone, sul diritto delle relazioni, sulla matematica dell’improbabile, sulla storia delle mie date.
mi molesto costringendomi a scrivere con il polpastrello sulle piastrelle azzurro sporco le lettere di un alfabeto che ho smesso di usare per paura di essere fraintesa.
mi molesto come solo io so fare, arrovellandomi nella contabilità di un conto dare avere, solfeggiando la tensione dello stomaco teso, disegnando gli occhi che ho visto e che so perfettamente cosa significano, misurando con il calibro, parole e sensazioni.
mi molesto chiedendo perdono per avere infranto le regole della logica e della dialettica. per conoscere a memoria la topografia delle tue mani, la fisica delle tue braccia, la ritmica del tuo respiro di notte.
mi molesto perché so. conosco, approdo, cucio, smerletto, smangiucchio. tiro su con il naso, gioco con l’elastico degli slip, giro rigiro trigiro i capelli intorno all’indice e al medio, accarezzo il pizzo del reggiseno e l’orlo liso della magliettina azzurra. ritaglio e incollo ogni minimo scrupolo nel chiedere, nel gestire ogni imbarazzo, nell’equilibrare ogni sguardo basso, nell’esplodere ogni risata, nel limitare la mia strana e estranea arroganza. nel rallentare e nell’accelerare.
mi molesto. mi corrodo e mi riconosco: fondo nomi, visi, date, luoghi, dettagli, sbagli. tutti i miei sbagli.
io sono tutti i miei sbagli. li conosco tutti. li ho già fatti tutti.
Ne abbiamo già parlato qui: