snobbismo da asociale

Friday, March 6th, 2009

ho capito perchè camminare mi fa rilassare, perchè amo così tanto pedalare e perchè odio le macchine.
l’ho capito due minuti fa scrivendo una cosa in chat. una domanda irrisolta per anni, risolta in 2 secondi.
camminare mi fa rilassare (come il pedalare) perchè mi permette di muovermi, di raggiungere posti, senza dover condividere il mio spazio con le stesse persone per un tempo prolungato.
chi cammina sul mio stesso marciapiede, molto probabilmente ha una falcata diversa dalla mia, un ritmo diverso, un mood diverso. entrerà in un portone oppure si fermerà a guardare una vetrina, cercherà il cellulare in borsa, attraverserà al prossimo incrocio.
se sono nel traffico in bicicletta, posso sgamare un rosso, prendere un senso unico, alternare ritmi di pedalata. se sto pedalando in gruppo o in gruppetto, posso staccarli alzando il rapporto oppure posso fare una pausa tattica.
quando sono (ero) in fila al semaforo alla fin fine le macchine che ho intorno sono sempre le stesse: quella rossa il cui conducente si infila le dita nel naso, quella argento in cui due bambini non fanno altro che frignare.
non c’è proprio paragone.

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ne abbiamo già parlato qui:

poche certezze: il freno è il pedale centrale

Monday, January 12th, 2009

dopo un anno e otto mesi, oggi ho guidato di nuovo (perchè blablablablablablablablablablablablablablabla).
la prima cosa che ho chiesto a federica è stata: il pedale del freno è quello in centro, no?
e poi, prima, seconda, freno, freccia, retro, rotonde e anche un po’ di traffico: dopo pochi minuti avevo ripreso perfettamente l’assetto da guida: mano sinistra sul volante, un po’ lasca al centro basso, mano destra sul cambio.
guidare è come andare in bici, non te lo scordi mai. e ancora meno scordi come mandare al diavolo quegli stronzi che guidano intorno a te.
oh. wow.

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ne abbiamo già parlato qui:

l’inutiltà della stupidità

Friday, September 5th, 2008

stamattina sono andata a fare una visita medica. avevo appuntamento alle 8 e 45 in piazza del duomo. sono uscita presto di casa alle 8 e 20.
risultato: ho litigato con 3 deficienti in macchina che gli venisse a tutti un crampo. uno aveva deciso di parcheggiare mentre passavo io, l’altro voleva che io non superassi un altro perché doveva superare lui, l’altro mi ha suonato il clacson nell’orecchio per superarmi per poi rimanere in un ingorgo.
la ricetta per restare zen tutta la vita è uscire con la bici solo dopo le 10 di mattina.

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ne abbiamo già parlato qui:

guidare una macchina for dummies

Tuesday, December 4th, 2007

la strada non è tua. fattene una ragione. il fatto che tu stia dentro una scatola di ferro con le ruote, non significa che puoi: telefonare, leggere il giornale, litigare con tua moglie o tuo marito, farti (fare) una sega o accettare lusinghe che vanno sotto il nome di “sesso orale”.
tu sei in mezzo alla strada e sei inserito in un sistema dinamico, in cui convivi con macchine, pedoni, motociclisti, ciclisti. quindi, occhi aperti e un minimo di buon senso.
(se proprio ti serve più motivazione e sei cattolico, sappi che hanno pensato anche a questo)

questione frecce. esiste una levetta dietro il volante che si chiama freccia. secondo il codice della strada (art. 154) tu dovresti segnalare con la freccia ogni tuo spostamento, ora non pretendo questo, ma se sei al semaforo e devi svoltare, porca la pedivella, vedi di sfruttare il neurone in un momento di buona e di mettere quella merda di freccia.
questione clacson. tu hai idea dell’effetto che fa a un ciclista (che ha già il suo bel da fare a districarsi fra macchine, motorelli e pavé) sentirsi un colpo di clacson alle spalle? no, che non ce l’hai. te lo assicuro. se mi vuoi superare, hai spazio? supera. non hai abbastanza spazio? cazzi tuoi. se suoni il clacson, io – mentre mi passa l’ansia apoplettica – mi metto in mezzo alla corsia e voglio vedere come mi superi, deficiente.
questione rotonde. tu non puoi nemmeno azzardarti a pensare di tagliare una rotonda. le rotonde non si tagliano. hai sbagliato perché sei al centro e devi uscire alla prossima a destra? cazzi tuoi. fatti un giro di giostra e pensaci un po’ prima.
questione portiere. francesca è stata travolta da una portiera aperta mentre lei passava in bici. si è fatta 6 mesi di busto, 8 mesi di fisioterapia, le hanno riconosciuto un’invalidità semi permanente e l’assicurazione le ha pagato 30mila euro. pensa a francesca ogni volta che apri la portiera e di’ “attenzione a francesca” ogni volta che lo fa un tuo passeggero.
questione “fare il pelo alle macchine”. se sei in fila è inutile che stai appiccicato alle macchine parcheggiate. fra la fila e le macchine parcheggiate una bici ci passa, se tu sei un coglione che vuoi fare la fila, il problema è tuo. non è del ciclista. quindi vedi di schiodarti dagli specchietti degli altri.
questione precedenza. dare la precedenza, significa darla a tutti. non solo alle macchine. quindi se devi dare la precedenza, la devi dare anche al ciclista.
questione “invidia del mezzo”. certo, io posso andare per brevi tratti contromano, tagliare i semafori, stare in surplace aspettando il verde, mostrare il culo alle telecamere della ZTL. è inutile che fai lo sborone e ti incazzi. vuoi anche te questi privilegi? pedala.
questione parcheggio in curva. se sei deficiente non è colpa mia. se ti trovi con un graffio sulla carrozzeria ci penserai due volte la prossima volta.
questione passi carrai. e ti ho detto tutto.
questione scivoli ai semafori per disabili. e ti ho detto tutto, e ti dico pure stronzo.

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