teaser

Wednesday, September 23rd, 2009

mfisk è un mio ex vicino di casa e non me lo ha mai detto (e mi spiace). a me quello che ha scritto piace moltissimo. se avessi più tempo e testa sveglia potrei raccontarvi cosa si prova a spostarsi di 15 fermate di metropolitana. lo farò, promesso.
(grazie, che troppo spesso non lo so dire)

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curva

Tuesday, August 11th, 2009

alla fine ho impacchettato tutto e me ne sono andata. ci sono voluti cinque minuti, diciamocelo. una mano sulla parete rossa, qualche lacrima e un po’ di gnagnera, poi la porta aperta, lui e lei che mi aspettavano, lui in piedi, lei seduta (grazie), la porta chiusa e tutta la città da attraversare. tutti e tre insieme.
non so bene cosa aspettassi a scriverlo, forse la consapevolezza che da qualche parte devo aver svoltato veloce e inaspettatamente, perché da quando mi addormento in un letto bianco e nero e mi ci sveglio e non sono sola, beh. io da qualche parte devo aver svoltato. perché a mente lucida, fredda e ben cosciente, io lo so che le promesse fatte 4 anni fa valgono ancora, ma è come se valessero ancora ma in un gioco più grande quindi hanno cambiato valore, ma non quello nominale. ieri una tipa della mia banca mi ha spiegato che è vero che i miei fondi di investimento valgono come un due di picche a briscola, ma che è colpa della crisi (come se non leggessi i giornali). quando la crisi passerà sarò incredibilmente ricca. mhmh…
insomma se ci penso a un anno fa, beh non avevo una casa a due piani, non avevo le travi a vista, avevo un parquet, non avevo la stanza di giochi e la lavastoviglie. non avevo 7 armadi, ma solo 2. avevo la casa molto più in disordine, ma che puzzava solo di me. adesso la casa puzza di un mischione di cose e un po’ mi ci devo abituare perché la puzza di lui è difficile da comprendere se riguarda i piatti, il divano, la biancheria. non che sia indesiderato, perché se lo fosse sarei stata scema a aver fatto tutta sta fatica (questo insegna molto su passate vicende e errori e su cose che mi dicev/an/o e a cui io non davo retta, finché non le ho fatte senza pensarci troppo), ma comunque è un po’ strano. quando mi dicevano del frigo, beh… avevano ragione…
un anno fa non avevo nemmeno lui con cui decidere il posto per le lenzuola, per le punte del trapano, per gli stracci della polvere, quindi tutto sommato un anno fa forse i miei fondi in banca valevano qualcosa in più ma il saldo era comunque passivo.
per dirla tutta, dopo 10 giorni di trasloco, ansia e stanchezza, di attacchi di panico ne ho già avuti un paio, così per non farci mancare nulla. io quelli che cambiano vita e non hanno reazioni un po’ li invidio, ecco. però fra un po’ si va al mare, magari si torna anche in un posto bello, o se ne scopre uno nuovo, e perdonatemi, ma adesso vado a fare un po’ di ordine, a pulire i pavimenti, a spostare la britannica che domani abbiamo due ospiti in casa che arrivano da molto lontano, ed ecco… prima un respiro, poi un po’ di gelatina, poi molto zen, poi un po’ di sano razionalismo costruttivo, poi magari un altro attacco di panico, un altro che non fa mai male, e poi – cribbio! – si va al mare.
e quella curva (quella di diego e di alessio), ecco io quella curva adesso la conosco (anche se mi piacerebbe che diego mi mandasse una versione mp3 o anche un txt), adesso so come è fatta: ho svoltato, non si sa per quanto, non si sa se si terrà l’equilibrio, quanto si sbanderà, dove come perché. ma insomma io senza tutto quello, io forse, questa curva qui, questa curva un po’ rutilante non l’avrei riconosciuta. e adesso non saprei ringraziare chi mi sta facendo compagnia in questo viaggio e non saprei ringraziare me. vabbé.

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è un po’ come cambiare città

Sunday, August 2nd, 2009

anche se non ho cambiato città. ma più o meno è così. non capisco i sensi unici, non so dove attraversare, ma faccio tutto con grande nonchalance.
ho fatto la prima lavatrice e la prima lavastoviglie, ho pulito un po’ ovunque e sono un po’ cacaspilli. oggi anche prima formica. invece sono 4 giorni che litigo con velux e aria condizionata.
ci sono scatoloni ovunque (chi ha visto sa), ma oggi, dopo aver sborsato uno scontrino da far tremare le vene ai polsi, aver litigato con la cassiera, aver discusso con il tipo della security che ha voluto contare tutti i pezzi acquistati (per la cronaca, 99. ha chiaramente simulato che ci fossero tutti), ci ho messo altri 140 euro e i guardaroba, le librerie, i mobili che mancano, li portano loro su per due (e tre) piani. io nemmeno dipinta sul muro.
e poi tutto tornerà ad avere un posto, un luogo, una collocazione (e la mia pace interiore).
stasera anche prima cena ufficiale in casa, alla prima di west wing diamo ancora qualche giorno, che si devono trovare rotelle, forza, cervello e un po’ di sana inventiva. se per caso qualcuno di voi domani sera non ha da fare, noi accettiamo aiuto e maestranze.
buon compleanno tata, blonde, prestigio e colas. compleannanti nel giorno della strage.

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avrebbero fatto tutto loro

Monday, July 27th, 2009

io, quando hanno detto che “avrebbero fatto tutto loro” compreso l’imballaggio e l’inscatolaggio (tutto compreso nella cifra che comunque non avrei pagato io), ho detto: figo. ho immaginato di stare sulla poltrona e dire “questo qui, quello là”.
peccato che io non abbia una poltrona (a parte quella indebitamente okkupata dalla cana, e che tanto non verrà con noi), e che poi le cose siano andate in modo un po’ diverso. perché io a un certo punto sono dovuta tornare coi piedi per terra e mi sono dovuta rendere conto che mi sarei dovuta liberare almeno della metà delle cose in casa (e lo sto facendo) ben prima che “loro” ci mettessero mano, e poi per una questione amministrativa io mi dovrò accollare il costo degli scatoloni. e in più “loro” le mani fra le mia biancheria non ce la metteranno mai.
quindi ho cominciato a dire: “ok, le valigie coi vestiti le faccio io”, poi “ok, i cavi elettrici li cumulo io in una scatola apposta”, poi “le cose importanti le inscatolo io e le porto da mammà, che non si sa mai”. giusto per sentirmi meno una merda ho fatto piccole scatole in modo che inscatolino almeno quelle (su tutte c’è scritto cosa c’è dentro e la stanza di destinazione), e mi sono data un tono lasciando fogli in tutta casa con scritto la stanza di destinazione (cucina, camera, soggiorno, studio, bagno).
mercoledì “loro” arriveranno, metteranno 800 libri nelle scatole (che sto recuperando io tramite amici e spulciando le presse dei supermercati, poi dici che sono una con la puzza sotto il naso) e avranno bello che finito. mi guarderanno un po’ straniti, fra il lusco e il brusco, ma soprattutto al buio, visto ceh nel frattempo saranno venuti a togliere la corrente.
giovedì poi “loro” verranno a smontare quei pochi mobili che restano (gli altri li abbiamo già smontati e portati – quasi – tutti in ricicleria io e luca con il prezioso aiuto di radollovich e del sir, e di mio padre, che non è un nick, ma un bravo guaglione). “loro” li porteranno in una casa linda linda dove adesso risiede solo una bici (bellissima) e allora poi sarà solo questione di togliere le cose dagli scatoloni e di godersi il resto, tutto il resto.
(amarcor: quando sono andata via da via primaticcio, gabi mi ha buttato via tutto. e continuava a dire, è impossibile che tu abbia ancora tutta sta roba. adesso è in svizzera con la ragazzina, che non ce l’ha mica il coraggio di vedere quanta roba ho buttato via, e quanta roba ho ancora.)

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la seconda causa di esaurimento nervoso

Tuesday, July 21st, 2009

la priam è la morte di una persona cara, la seconda è un trasloco.
chissà qual è la prima del divorzio.
forse – fra l’altro – se mi facessi io il trasloco sarebbe pure meglio.

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prenditi il mio letto (un po’) grande

Thursday, July 2nd, 2009

il mio letto ha delle referenze, che non significa che ci hanno dormito cani e porci, ma che ci hanno dormito persone a modo, carine e gentili (ok, anche uin paio di stronzi, ma quello è un altro discorso). ci hanno dormito amici, fidanzati (più o meno), amiche e parenti.
sotto quel letto sono stati creati e scritti una buona parte dei post di questo (e di altri) blog.
le mie migliori ore di insonnia hanno avuto quel letto come co-protagonista, ci ho letto tutta la bibliografia di fred vargas, moltissimi gialli, qualche romanzo rosa. ho fatto un sacco di sudoku! e alm,eno almeno una quarantina di bomboniere di fede e vale son state ricamate sotto quelle coltri.
ma adesso è giunto il tempo di passare il testimone: quindi tu che vuoi vivere un po’ più da vicino l’auritudine, dormi nel mio letto, vienitelo a prendere.
aiutami a lasciarlo libero, aiutami a liberarmene.
(questo post apre una nuova categoria che – se ci riuscissi – vorrei escludere dalla home giutso per non assillarvi con le mie lagagne – lamentazioni + magagne – legate al trasloco: appena riesco a spiegarlo al simpatico plugin di wp lo faccio, promesso!)

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domicilio sconosciuto

Wednesday, June 24th, 2009

è chiaro che casa auro ha una data di scadenza, che è il 30 settembre.
sono giorni che lo so, quasi un mese. e faccio ancora fatica a crederci.
ho in mente un sacco di cose belle che spero che saranno più grosse, importanti e coinvolgenti delle cose brutte.
fra le cose belle metto il fatto di liberarmi di una cinquantina di libri, di cambiare finalmente letto e di avere in frigo bottiglie sempre intonse. fra le cose brutte ci metto l’ansia, un futuro non ben preciso, dover rinunciare al parquet e alla parete rossa.
e nel frattempo torno a casa e faccio la lista delle cose da vendere: a qualcuno interessa un letto a soppalco? una lavatrice? una cucina a gas usata pochissimo (ho 7 anni di bollette del gas che lo dimostrano)?

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my worst nightmare

Wednesday, June 10th, 2009

il mio peggior incubo prevede due parole in una stessa frase, formate da due sole parole: “cercare” e “casa”.
dopo tanti tentativi, e tante noiosità sulle vostre spalle, questa volta probabilmente è la volta buona, nel senso che dovrò davvero cercarla. la conferma arriverà nei prossimi giorni, ma diciamo che ho già riempito la borsa di free press “sul genere”, e che evidenzio in arancione e in verde gli annunci, prendendo appunti sulla moleskine sulle caratteristiche e sulla loro priorità (bagno con finestra molto più indispensabile di balcone, cucina assai abitabile meglio di cantina, tutti gli spazi abitabili separati da porte – aggiunto post publish, metro vicina molto più di qualsiasi altra cosa). domani cercherò una mappa di milano per stabilire le zone.
l’ultimo trasloco vero che ho fatto corrisponde al 2002, qualche mese prima di aprire il primo blog. quello sfigato che c’è stato nel frattempo non lo posso neanche considerare tale: è entrato tutto nel bagagliaio della 106, compresa la bicicletta.
ci sono un’infinità di cose belle che vedo nel futuro legate al concetto che prevede le due parole malefiche, davvero tantissime. altre che mi fanno davvero molta paura. altre ancora che non lo so perché ma non mi spaventano poi più di tanto (che sei diventata pazza ma io so che sei normale).
cerco da qualche giorno di focalizzarmi sulle cose belle: la festa di chiusura della casa, l’ultima notte a dormire sul parquet (si potrà portare via?), lo svuota tutto party, la prima cena, la targhetta sulla porta, la prima cosa fuori posto. uff.

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degli scatoloni, dell’impacchettare e delle volture

Friday, May 30th, 2008

spostare la pupachasonno da wp alla nuova casa ci è costato 30 euro più altri 7 euro, due o tre sere di tempo del beggi, molta comprensione da parte di amici sparsi qui è lì.
gli amanti dei numeri saranno lieti di sapere che 3 anni e mezzo della mia vita sono stati salvati in 19 file XML che ho pazientemente e con molto amore importato.
gli esteti che vivono nel mio gaudente pubblico, invece, si accorgeranno che i muri per quanto rinfrescati hanno bisogno di un po’ di colore e di un’altra passata… lo faremo. così come aggiorneremo blogroll, widget e svariate altre cose.
nel frattempo aggiornate i vostri feed, e se volete commentare da adesso sarà possibile farlo solo qua.

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