la memoria delle piccole cose

Tuesday, June 8th, 2010

che poi io so perfettamente quando ho smesso di avere memoria per le piccole cose, ed é stato un giorno d’estate che il vento correva forte, ma mai quanto quel treno, e in un giorno d’estate io ho fatto piazza pulita di tutte quelle piccole cose, i colori, gli odori, i sapori, le parole, le occhiate, i gesti che avevano riempito la mia vita e la mia bocca, per fare spazio al macigno più grosso che potessi trovare.
ed è stato un lento svuotare mentre scivolavo sui binari della linea livorno milano, poi mentre sostavo sul predellino inutile e goffo di un intercity che era passato financo da genova, poi ancora mentre vivevo la mia stupidità su una scala mobile fatta metà a scendere, metà a salire contromano.
su quei binari io ho costruito un calvario che é stato per me peso e traccia, silenzio e rabbia. e che solo ora sta finendo.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    che poi io so perfettamente quando ho smesso di avere memoria per le piccole cose, ed é stato un giorno d’estate che il vento correva forte, ma mai quanto quel treno, e in un

cambio di residenza

Tuesday, July 14th, 2009

la nuova casa avrà le travi a vista, i soffitti bianchi, i muri chiari, tendenti al giallo, ma anche al grigio. a luca piacciono i toni freddi, a me non lo so, quindi ci teniamo il colore che è stato scelto. da federica, perché a un certo punto noi oggi ci abbiamo rinunciato. e le abbiamo lasciato tutta la gestione della cosa.
del resto non è che possiamo decidere tutto noi, l’abbiamo (l’ho) coinvolta apposta: per decidere le ultime cose, e ricordare al padrone di casa che deve sistemare lo scolo dell’aria condizionata e quel brutto stucco vicino al condizionatore e poi per favore il motore del velux, lo controlli, grazie.
se non ci fosse federica, saremmo tutti un po’ più tristi, un po’ meno felici, meno sorridenti, meno concreti, troppo concreti, più disfattisti. se voi non la conoscete federica, beh. siete un po’ sfigati e il colore dei vostri muri è di certo sbagliato.
la nostra casa affaccia su un noce e un fico, un gelsomino e un albicocco, che poi ci piacerebbe che la casa avesse anche dei vasi sul davanzale, dei fiori forse, ma anche delle piante aromatiche.
la cucina è enorme (vista la mia attuale cucina, qualsiasi cosa è enorme a confronto) e oggi quando luca ha acceso il neon sotto il pensile era felice come un ragazzino e io ero felice che lui fosse felice. quando avevo visto la casa sulla martesana c’era la cucina grande ma questa è molto più grande. e un po’ questa casa l’ho amata da subito per questo: luca ama cucinare, ama stare in cucina, ascoltare la radio mentre prepara la cena e commentare a voce alta (rumore indefinito… cosa hai detto? no niente. e poi invece mi racconta cosa, e io resto sempre a bocca aperta) e io volevo che assolutamente avesse uno spazio adeguato per farlo. e che la casa avesse le porte, degli spazi definiti, del verde in bagno e lo spazio per la cana. volevo una camera da letto grande, con il letto a misura d’uomo, non su per aria. volevo una stanza per i computer e per le mie scarpe. volevo un salotto e non volevo più i tram. adesso ho i treni, ma sono parecchio distanti. ma nemmeno troppo.
quando partite dopo poche centinaia di metri, guardate dal finestrino e fate ciao ciao con la manina, noi faremo lo stesso con voi. tanto sarete quelli sulla carrozza 12, vi riconosceremo al volo.
stasera ci è spiaciuto non avere già le chiavi perché ci sarebbe piaciuto dormire lì, per terra, senza letto, sdraiati sul finto cotto, senza luce, circondati dalle candele e poi essere svegliati domani mattina dal pittore che deve dipingere i muri. che io non ho ancora capito se sarà un bianco caldo, o un bianco freddo. a questo punto non so neanche se è bianco.
ma so che qualsiasi sia il suo colore, questo è il primo passo di una vita nuova. un pezzo di. e poi si vedrà.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] elena chesta
    so che libro regalarvi per scaldare la casa (e non è di cucina, pensa)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    oh, in cambio noi avremo molto spazio per ospitarvi. e ci farebbe molto piacere.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] dario
    che bello, ci ho letto tutto l'innamoramento di quando abbiamo trovato (e preso) la casa noi, comprensivo di pareti bianche, travi a vista, cucina grande e cotto e me che mi piace cucinare, eccetera eccetera.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] bak
    Uguale noi. Prima vivevamo d'amore e d'accordo in 50mq scarsi. Avere di botto 4 metri (scarsi) di cucina è stato scioccante, volevo comprarmi un paio di pattini per andare dal forno alla dispensa. Per non parlare poi del fatto che i primi mesi siedevamo in due in un solo cuscino del divano, abituati com'eravamo a stare strettisstretti :)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] miic
    Ma in bocca ai lupi!
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    ma che crepino!

linate, neve, swat

Monday, February 2nd, 2009

gli aerei non partono. mia madre è con il cellulare scarico. mia sorella ha un blackberry ma non lo sa usare per navigare e la rete non le funziona in italia. mi hanno chiamato da un telefono pubblico per chiedermi di verificare se partono i treni. in dieci minuti ho trovato 4 combinazioni di treni con orari e indirizzi dove andare a recuperare biglietti e prenotazioni.
mi sento come un single swat che metterà costi quel che costi una madre su un treno, mentre un’altra madre resterà sul binario.
speriamo che capiscano da sole chi deve restare e chi deve partire che pur essendo uno swat non sono mica paragnosta.

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