abito nel condominio da ormai quasi quattro anni.
conosco molte facce, ma non so mai dire a che piano abitino quelli che vanno oltre al terzo. però le facce le conosco. e saluto tutti, anche quando sono di pessimo umore.
tutti sanno che io sono la cretina che non prende mai l’ascensore (neanche quando ha la spesa) e che si issa le bici fino a casa, due piani di scale.
io non sono molto una persona da condominio. io stavo così bene in via primaticcio, quando con il vicino si stava proprio bene: porte aperte, chiavi condivise, cene sulla sua terrazza (la sua), lacrime da asciugare (le sue) quando beveva troppo (lui), una torta o un mazzo di calle e girasoli in regalo sullo zerbino quando piangevo (io).
e invece qui per 4 anni ho vissuto in una specie di dormitorio in cui esistono entità strane, alcune proprio imcomprensibili. ma adesso le cose stanno un po’ cambiando.
la mia diretta vicina di casa è quella più strana di tutti.
d’estate sta con la porta spalancata per fare corrente. però gira in casa nuda. e si scoccia se isotta mette il muso oltre il suo zerbino o se qualcuno “butta dentro un occhio”…
non le squilla mai il telefono, guarda la televisione a un volume indecente e sente musica commerciale. sempre.
è stranissima lei, ed è sola: due anni fa il suo compagno (da una vita) è morto improvvisamente. litigavano sempre, urlavano, lui la chiamava puttana. non amo farmi i cazzi degli altri, ma i nostri muri son proprio sottili. dopo che lui è morto, fino a poco tempo fa, lei piangeva spesso, la sentivo urlare soffocata dal pianto.
il mio letto confina con il suo bagno e così di notte quando la metropoltana ha smesso di passare e le macchine non sfrecciano, io talvolta la sento quando piange in bagno. prima sorda, poi sempre più straziata. due o tre volte sono scesa dal letto, mi sono messa un paio di pantaloncini decenti e stavo per andare da lei a dirle “senti se vuoi ho delle birre per te e del buon limoncello per me, prendiamoci sta sbronza e poi dormiamo meglio che anche io non è che stia benissimo”… poi non l’ho fatto perché io sono sempre una che se la mena a entrare nei fatti degli altri. e poi sono convinta che non è tipa che apprezzerebbe, temo. o forse sì.
adesso però piange di meno, e ha ricominciato a fare la doccia alle tre tutte le notti. ascoltando la radio. svegliandomi. ma non mi incazzo più. mi fa compagnia.
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vicina di casa
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