togliendo la lanuggine
Thursday, December 18th, 2008sto ruzzolando in fondo a quest’anno, sperando ti trovare un falsopiano in fondo e in fretta, in modo da fermarmi un attimo e riprendere conoscenza.
nel frattempo provo a darmi un’interfaccia sociale moderatamente apprezzabile, che si guadagni il sei politico. e quindi continuo a vestirmi in modo per lo meno dignitoso, mi lavo i capelli, snodo i nodi che il vento annoda, incontro amiche in vie quasi sconosciute e offro loro un caffè, non mi riesco nemmeno più a sorprendere per le cose belle. ma faccio finta di sì. ignoro le mail dell’ex molesto che mi chiede come sto (ma davvero, qual è la necessità di questo stillicidio di nervi? non è nemmeno più rabbia, è solo semplicissimo fastidio, come quando hai un brufolo dentro l’orecchio…), osservo il dondolio sconnesso del suo piede mentre mi parla: mi chiedo come può (permettersi) la gente di concedermi così tanto spazio nella propria vita, senza che peraltro nessuno glielo abbia chiesto (ma davvero, non è tutto molto faticoso? ma perché non ve la vivete più semplice?).
faccio elenco dei to do, dimentico cose essenziali, casa mia chiede vendetta. ho perso l’ultima innocenza concessa che è quella della fiducia, è successo svariati mesi fa. in un momento preciso che potrei descrivere, ma mi scoccia perché sarebbe come dargli più importanza di quel che (già) ha. e non ne ha bisogno. davvero. anzi.
mi riprometto di scrivere post meno criptici, più sociali, meno ombelicali, che non parlino solo di me e di lui, o di cose che capisco solo io. forse dovrei parlare di cose molto social: facebook, friend feed, le ggdi, come turlupinare una o uno in chat.
eppure mi vengono in mente solo post in cui descrivo come gli altri mi riescano sempre a sorprendere.
oppure mi vengono in mente solo post di 150 caratteri in cui con eleganti giochi di parole parlo in terza persona singolare.
potrei iniziare a scrivere qui, invece che su twitter.
Ne abbiamo già parlato qui: