vado a new york, 5

Wednesday, November 19th, 2008

sole, costume nero, sale e spiaggia. “andiamo a new york?”. “sì”.
porcamerda. ci andiamo per davvero. cioè io mi aspettavo un no. un fottiti, un crepa, un “sei pazza”. e invece no. un sì.
“mi baci?”. “sì”. due sì. mioddio. vaccarana. e adesso? e adesso, pedala che quello ti viene sempre bene (e ti fa sempre bene). e parti, e sorridi, e sii zen.
stasera viene a casa fede e ti ci mette a calci in culo a fare la valigia. del resto a cosa servono se no le amiche?

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vado a new york, 3

Saturday, November 15th, 2008

poi ci sono state le serate al paso, i margarita, c’è stato il g8 e le torri. io non voglio andare in un paese in cui la data del mio compleanno sia sinonimo di qualcosa d’altro, a parte il cile.
e tutto è corso più veloce. e non ho mai avuto il tempo nemmeno di pensare che ci fosse new york. e una strambata e poi l’altra, nella vita. tutto di corsa. la vita, le scelte, le decisioni, le persone, il lavoro, gli amici. l’america no, l’america no. non ho priorità in questo momento che non siano io io io. ricostruire me da me. ripartire da zero. basta topi di fogna, costruire sorrisi e buon senso. mi viene bene una volta ogni due, adesso due volte su tre, ma mi viene bene. un po’ più di spesso. ok, mi viene bene quasi sempre. quasi sempre perché ho abbassato le mie aspettative sugli altri, ma soprattutto su di me.
poi ho iniziato a viaggiare per fare fotografie. parigi, roma, madrid, città nuove, città vecchie, città viste con gli occhi di un compagno di viaggio divertente e divertito che un giorno mi ha detto “andiamo a new york?” e io gli ho detto “non ho soldi”. cosa peraltro vera (e ineluttabile). lui mi ha preso in parola. e ci è andato con un altro. evidentemente nemmeno quella era la volta giusta per andarci, a new york.
(continua)

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sotto quella certa cifra

Sunday, September 7th, 2008

avevo detto che avrei dormito fino a mezzogiorno e invece no. i vicini di sopra hanno deciso di spostare i mobili della camera, e così sono sveglia dalle 10.
non so ancora bene se ho voglia di girare a piedi in una città con il cielo bianco o di restare a casa a non far nulla per tutto il giorno inebetita sul divano o di chiamare un’amica che mi offra un caffè e si sorbisca un po’ dei miei piagnistei o di prendere la bici e fare un giro o di schiantarmi volontariamente contro il primo palo della luce che incontro che si fa molto prima. o di dire “who cares” (cit.) alternativamente a “so what?” (cit.), fino ad acquisire una conformazione da rainman.
però sono salita sulla bilancia e continuo a dimagrire, oggi sono finita pure sotto quella certa cifra là. saranno le preoccupazioni. o i sorrisi zen. o non lo so. qualcosa sarà pure. da domani sarà la dieta.

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l’inutiltà della stupidità

Friday, September 5th, 2008

stamattina sono andata a fare una visita medica. avevo appuntamento alle 8 e 45 in piazza del duomo. sono uscita presto di casa alle 8 e 20.
risultato: ho litigato con 3 deficienti in macchina che gli venisse a tutti un crampo. uno aveva deciso di parcheggiare mentre passavo io, l’altro voleva che io non superassi un altro perché doveva superare lui, l’altro mi ha suonato il clacson nell’orecchio per superarmi per poi rimanere in un ingorgo.
la ricetta per restare zen tutta la vita è uscire con la bici solo dopo le 10 di mattina.

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pulizie di autunno, anche di testa

Saturday, September 22nd, 2007

ieri sera ho mangiato benissimo a casa di amici che hanno due figlie bellissime. ho mangiato tonno e polpo: da paura.
ho iniziato la mattina presto. erano le nove.
pulita la cucina. pulito il bagno. la camera è quasi a posto. il soggiorno anche.
in settimana porteremo - fra una festa e una passerella - i vestiti al deposito, la carta alla campana della differenziata e i vetri al bidone verde.
butterò via - enfin - borse che non uso da una vita.
massi viene a prendere velma martedì, spero.
stanotte ho sognato che mi diceva che non sapeva dove dormire. sono molto zen. era un sogno.
il mio iPod è completamente andato a puttane, non solo non shuffla ma proprio non esprime parola.
sono molto zen, le mie mani sanno di candeggina. mi sto stancando e mi sto pulendo. a fondo.

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