228/1826, il giorno del muro
Wednesday, December 3rd, 2008il muro del dolore e delle lacrime - in quella splendida finzione che è la tv - diventa per rebecca talmente alto, doloroso e protettivo da non farle provare il brivido, tanto da farla tornare sui suoi passi, a riscaldare una minestra indigesta. dan non ha modo né di scalfirlo, né di vincerlo, né di esserne vinto.
ieri per due ore ho pensato che dovevo scrivere un post sul ragazzo che è crollato per terra con la mano stretta sul cuore mentre io gli camminavo accanto in lexington avenue, su mia nonna gianna, sul diventare grandi a 6 anni e sull’importanza di fare le cose che si devono fare prestando attenzione a non fare male alle persone. l’ho pensato per due ore, poi, poi niente. poi, proprio niente.
Ne abbiamo già parlato qui: