sviolinata (con pasta al forno) per un’amica.

February 7th, 2010

ilaria mi ha mandato un po’ in anteprima il libro che ha scritto, pubblicato con kowalski e che presenterà mercoledì prossimo in feltrinelli. dato che non potevo non presentarmi alla presentazione senza averlo già letto, il libro, intendo, mi sono data da fare.
premessa – e disclosure: ilaria io la conosco da relativamente poco (da quando più o meno sta con il Convivente, immagino) ed è la Convivente – appunto – di una persona che per svariatissimi motivi io conosco dal 1998, e con cui il primo incontro è stato decisamente litigioso. sono stata ospite di casa loro alcune volte e per qualche motivo – che come spesso succede non saprei spiegare – ilaria a me piace moltissimo.
il libro è carinissimo, divertente, in molti casi utile. anche per una come me che convive con uno che cucina con piacere e con gusto, e che è quindi da più di sei mesi che non mette mano ai fornelli. le ricette non sono – almeno a leggerle – impossibili e l’approccio è proprio quello giusto.
e soprattutto adesso ho voglia di cucinare tutto. ma tutto tutto. poi vi faccio sapere.
nel frattempo ci vediamo mercoledì, in feltrinelli, in corso buenos aires.

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noon

February 2nd, 2010

il palindromo di oggi non è la data ma è il nome del locale più sciocco per fare un aperitivo con una collega, raccontandosi cose e ritornando a una realtà a cui non sono più abituata.

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io che vado a far la spesa con il mio supereroe

February 1st, 2010

oggi pensavo che davvero mi rotta le palle di avere d’alema come attore politico. adesso, diciamocelo, sfioriamo e ravaniamo nel qualunquismo (che però paga, vi assicuro almeno un paio di buoni stipendi), se penso a cosa è cambiato dai tempi dell’università, dei successivi anni di impegno, di coinvolgimento, di analisi e di avventura politica, mi chiedo se davvero qualcosa è cambiato.
rispetto a quegli anni sono cambiati i miei amici, i miei interessi, ho sperimentato cose nuove (no, non droghe, anche se non si direbbe), sono cambiati i miei colleghi, i miei capi, il mio fidanzato, il mio estratto conto (anche se di poco). è cambiato il mio approccio alle cose e anche il mio modo di rapportaremi con lo spazio. non potendolo misurare con gli occhi, preferisco starne distante, prima di invadere spazi non miei.
mia madre mi chiede il permesso di venire a casa mia a prendere il cane per tenerlo con sé per un weekend. permesso accordato. nessuno crede – finché non lo vede – che isotta abbaia tutte le volte che qualcuno si avvicina a me per baciarmi, anche un vecchio amico che mi bacia sulla guancia viene redarguito. il prossimo weekend io e luca ci baceremo sino a consumarci le bocche. lontano dagli occhi, lontano dagli abbai(amenti).
io che cammino e non so dove andare. e quindi sto nell’incavo. e aspetto. prima o poi anche d’alema se ne andrà, no?

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ho comprato due roulotte

January 21st, 2010

sono mesi che vado in giro con una borsa estiva comprata a maggio da h+m (e che era in saldo nei giorni scorsi nel negozio di corso buenos aires. e questa la dice lunga sui saldi…). una borsa piccola che tengo sotto braccio, perché prevederebbe la tracolla, ma io l’ho tolta, che la borsa non ha la zip e un po’ mi mette in ansia che io riesco/rischio di perdere tutto.
però è la borsa giusta, perché dopo anni di borse pesantissime, da qualche mese viaggio leggera: portafogli, chiavi, chiavetta usb, un libro. e basta.
stasera sono entrata in quel negozio di borse cinesi, ma fatte bene e sono uscita con due borse nuove, per un totale di 30 euro. forse 35.
sono due borse enormi. ci sta dentro anche isotta. bene, era tempo che inizassi a sentirmi protetta nuovamente dagli oggetti, dalla casa che mi porto dietro, dalle cose. che possa portarmi in giro un maglione, una sciarpa, più libri, degli yogurt per la merenda, degli elastici per i capelli, la trousse dei trucchi.
certo poi forse era meglio che non ne comprassi una bianca, visto che le sporco subito. però chi se ne frega, settimana prossima entro di nuovo dai cinesi e me ne compro un’altra. nera.

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you set the tone, ciccio

January 16th, 2010

è incredibile a dirsi ma non c’è traccia in ER del “ciccio” con cui tutti conosciamo il dottor greene.
standing ovation a chi nella trasposizione italiana ha avuto l’idea geniale: spero che riceva royalities per ogni volta che è stato inserito il nomignolo nella versione che noi conosciamo.

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stanotte è stato il mio turno.

January 15th, 2010

l’incubo stavolta l’ho fatto io. ma sono sopravvissuta. anche se è stata davvero dura.
sono contenta però di sapere che è diventato un icubo, quello, e ha smesso di essere un’ossessione.

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incubo

January 12th, 2010

isotta stanotte ha sognato un sacco. sia io che luca ci siamo svegliati per via dei mugolii che faceva mentre dormiva.
che i cani sognino molto più di noi non è una novità, nemmeno che si muovano molto e guaiscano, ma stanotte isotta deve aver sognato che la valle delle crocchette andava in fiamme perché era chiaro che era un incubo quello che stava facendo.

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fiume in piena.

January 12th, 2010

(jasant de moi, senza una chiosa che sia degna di tale nome) come ho già avuto modo di dire, io alcune cose proprio non le capisco, nel senso che ci sono giorni interi che leggo una roba, una notizia, una frase, un qualcosa, e mi chiedo: ma che significa?
non dipende dall’età che avanza, credo. quando ero al liceo, per dire, mi succedeva con la filosofia e la fisica. e anche con i ragazzi, per dirla tutta. mi dicev(an)o che ero distratta, che non studiavo abbastanza, che non mi applicavo, che non prendevo appunti perchè preferivo scrivere sulla smemoranda.
all’università, invece, ho avuto questo problema con gli esami di storia delle dottrine politiche e di scienza politica: ho letto quei manuali anche tre o quattro volte e non ne capivo una riga. non avevo le basi forse, o forse gli autori davano per scontato un sacco di cose, o forse dovevo fare un’altra cosa, un’altra scelta per l’università. quando mi dicevano che una laurea in scienza politiche apriva qualunque (e nessuna) porta, mi dicevo che era meglio così perché alcuni esami che ho davvero amato, a me gli altri sono rimasti molto nebulosi. quei due, poi, inspiegabili.
adesso sono vecchia, ho fatto una dozzina di lavori, ho avuto una dozzina di opportunità, mi sono iscritta anche a una seconda laurea, ho fatto un master, per dire. scrivo articoli frivolissimi per un mensile femminile. non ho mai letto un romanzo russo perché non ci ho mai capito una riga, nemmeno shakespeare per dire, e anche la poesia non la capisco mica tanto.
adesso sono vecchia, ho ascoltato ore giorni anni di musica e ho sempre pensato che ci fosse qualcosa oltre al testo scritto, ho sempre sognato, immaginato, visto, sognato. ho anche fotografato molto (grazie stefano, davvero) pensando alle canzoni, incapace io di capire se in un verso ci fosse amore, odio, rancore o rimorso. incapace di leggere tutto quello che ci leggevano gli altri, ho sempre immaginato cose diverse, dato la mia spiegazione, corso lungo strade differenti, solo mie, con binari differenziati, forse più lenti, ma anche molto più nitidi, a volte. totalmente sfocati, altre.
questo è uno dei motivi per cui ho fotografato molto (e molto me stessa): per cercare di leggere quello che non riuscivo a capire (compresa me stessa).

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mancanza

January 10th, 2010

mi manca andare a correre, mi manca andare in bicicletta, perché non ascolto musica, altrimenti.

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Torrenziale

January 6th, 2010

Secondo lo speedy tg della metropolitana, se la spesa USA per i DVD scende rispetto agli incassi riportati dal cinema, allora gli americani preferiscono il grande schermo.
Oppure, non sarò l’unica ad averlo pensato, scaricare da Internet.

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