869/1826, il giorno del computer di mia mamma

September 2nd, 2010

mia mamma ha 68 anni. non ha mai toccato un computer prima che io (pazza!) qualche mese fa non gliene ho trovato uno, appleless, un po’ scassone, ma nuovo, non proprio innovativo, ma funzionante.
le ho aperto una casella di posta su gmail, le ho spiegato come usare gdocs (ma secondo me non ha capito) e firefox, ha un buon antivirus gratis e non ha installato nessun pacchetto office. sul suo desktop non c’è l’icona di IE, non può cancellare nulla, non può disinstallare nessuna applicazione.
per dire, non le ho mai spiegato (non per volontà, ma per mancanza di occasione) come trasferire le foto dei nipoti dalla macchina fotografica sul computer.
il portatile quando non è in servizio viene messo dentro a un armadio, avvolto in una sciarpa. estarrlo e usarlo è un po’ come apparecchiare la tavola: c’è una procedura. un po’ questa cosa l’ho voluta io, in modo che non le finisca la batteria all’improvviso con successiva telefonata “oddio, si è rotto il computer!”. ma in gran parte è farina del suo sacco, che ormai ha 68 anni, la stessa farina che le fa mettere etichette a tutto, conservare foto nella carta velina, avere una busta per tutto, e il temperamatite in borsa.
mia mamma naviga poco, un po’ lentamente, in modo un po’ anzyano, poco flessibile, come immagino sia normale. forse si iscrive a un corso di computer “per vecchi”, come dice lei. per ora legge i giornali online e manda un sacco di mail alle due o tre amiche che hanno una mail e a me (“ti ho scritto una lettera”), scrivendo cose bellissime, inavvertitamente molto intime, molto dolci, quasi sciocche, ma cose che mai e poi mai avrebbe avuto coraggio di dire faccia a faccia.
a me questa mamma nuova piace, non è una mamma che si fa gli affari miei diventando mia amica in facebook, leggendo il mio blog, guardando le foto. non è una mamma tecnologica, anzi.
è una mamma che dell’innovazione sfrutta un angolo che io stessa ho sfruttato: la comunicazione media(ta) diretta. fra un po’ inizierà a flirtare con tutti, ne sono certa.

[...] N.B. dato che Dodo dormiva ho telefonato per la tessera Premium e ho sistemato l’affare per lui. Ti dirò: lo perdono troppo facilmente. Pazienza.
(ndA. Dodo è mio padre)

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    mia mamma ha 68 anni. non ha mai toccato un computer prima che io (pazza!) qualche mese fa non gliene ho trovato uno, appleless, un po’ scassone, ma nuovo, non proprio innovativo, ma funzionante. le ho aperto una casella di posta su gmail, le ho spiegato come usare gdocs (ma secondo me non ha capito) e firefox, ha un buon antivirus gratis e non ha installato nessun pacchetto office. sul suo desktop non c’è l’icona di IE, non può cancellare nulla, non può disinstalalre nessuna applicazione. [continua]
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] sapu
    Quella parte, "come apparecchiare la tavola", era un po' che pensavo come dirla.


868/1826, il giorno della robba.

September 1st, 2010

Io ammiro questa donna, che ogni giorno ha il tempo di fare il resoconto della sua giornata, ma che soprattutto ha ogni giorno una giornata da rendicontare.

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agende

August 30th, 2010

ho un’agenda nuova di pacca, di carta. un’agenda che mi piace e che sta bene nelle mie borse confuse.
le pagine sono già piene di scritte e di note e – pur facendo fatica a leggere la mia calligrafia – questa nuova agenda mi piace molto. la sento piuttosto mia e non mi importa che la sua copertina non sia di vera pelle.

poi ho gcal su tutti i miei computer, con la mela o senza, anche sul cellulare. non mi serve spostarlo da una parte all’altra, stare attenta a non dimenticarla da qualche parte. il mio gcal ha tutti i colorini, lo legge anche il mio moroso, così può sapere quando vado a fare la ceretta, quando esco con le amiche o con mamma, quando è il nostro anniversario (così non ha scuse per non). e in più, io il verdana non ho problemi a decifrarlo.

però è un casino gestire tutte e due le agende.
le cose che scrivo da una parte non le scrivo dall’altra, le comodità di un media non è la comodità dell’altro.
che faccio? mi uccido? mi adeguo? voi che fate?

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Liked by
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Sara Maternini
    non compro più la carta, anche se la moleskine mi manca da morire
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] pm10
    Ho appena preso una moleskine luglio 2010 dicembre 2011
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] sapu
    prendi uno stagista per tenere aggiornata la carta con gcal
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    Bella idea sapu
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] prezzemolo
    Io faccio male, c'è sempre qualcosa che doveva essere su una ed è rimasta solo sull'altra e viceversa. Mi son messa nell'ottica che ho perso in partenza e non raggiungerò mai lo zen della sincronizzazione delle agende.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Elena (Elesole)
    scrivere su carta mi aiuta sempre a fare chiarezza, non potrei rinunciare alla mia moleskina, il gcal lo uso come la bella copia di quello che confusamente ho scritto prima a matita :)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] pm10
    ho l'agenda del cantiere, che è la mia ancora di salvezza, cartacea. e un quaderno per gli appunti. e poi l'agendina di carta mia. è la meno usata di tutte. ha solo le date dei weekend. pero' ho notato che se uso le pennine di muji colorate scrivo molto di piu'. diventa un gesto che mi da piacere e quindi ne abuso. quindi ho deciso che meglio spendere un po di piu e scrivere solo con penne belle.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Sara Maternini
    w le penne di muji
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Veru
    io uso solo la carta, la moleskine, per appunti e scribacchiature varie. Mi trovo meglio, mi fa sentire molto più padrona di mè stessa...


866/1826, il giorno dell’uno nessuno centomila.

August 30th, 2010

[postsecret] sono stanca di essere arrabbiata con te, perché è un dispendio di energie inutile. ho altro di meglio da fare.

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  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    [postsecret] sono stanca di essere arrabbiata con te, perché è un dispendio di energie inutile. ho altro di meglio da fare.


865/1826, il giorno del non vale dire 42.

August 29th, 2010

io la mia risposta la so, ma al momento vorrei sapere la vostra: ma voi siete felici? argomentate. grazie.

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  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    io la mia risposta la so, ma al momento vorrei sapere la vostra: ma voi siete felici? argomentate. grazie.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] lamarghe
    (ot: ieri ho fatto una ricerca su google e il primo risultato eri tu :))
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    capita :-)


859/1826, il giorno del mondo (su cui eeeee-ohhhhh balliamo)

August 23rd, 2010

qualcuno mi può spiegare com’è che siamo finiti a demandare a ligabue il compito di raccontare la storia di italia?
(al secondo 48, una mia amica che si è convertita all’islamismo per amore)

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852/1826, il giorno delle scelte errate

August 15th, 2010

che poi sono due.
la prima è stare tre minuti in giardino, che poi son tre ore di training autogeno per non grattarsi le punture delle bestie che ivi risiedono. e non sono mai stata granché con il training autogeno, vi dirò.
la seconda è quella che ho fatto la sera prima di partire. stanca, snervata, lenta ho scelto i libri sbagliati da portare in vacanza. uno che ho finito di leggere in fretta, uno troppo veloce (meno di 4 ore, compreso un pranzo e mezza pennica), uno che avevo deciso di regalare (perché io detesto i libri di camilleri, ma non lo avevo già messo nella pila di quelli che mai mai mai, mai più?), uno che non sono certa di. e l’ultimo pure, anche se è di un amico e quindi ci conto un po’. e comincio da questo.
in qualche modo ovviamente farò, ma la riflessione è: quanto, ma quanto, ma quanto cribbio è terribile sbagliare letture nelle vacanze in cui il mare chissà?

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851/1826, il giorno del resoconto

August 14th, 2010

ciao vita mia. e grazie. grazie soprattutto per i miei fianchi larghi, e per Luca (santo subito!).
chiudiamo questo capitolo brutto, ma che poteva essere peggio, e cominciamone un altro. piano piano. passo passo.
del resto le assicurazioni cosa esistono a fare, se non a occuparsi loro delle nostre disgrazie?

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840/1826, il giorno della traduzione

August 3rd, 2010

Mulinello di idee, girovaga di parole, scrivo ruscelli di montagna da 10 e lode e cazzeggio immobile in equilibrio metropolitano.
Che tradotto in lingua urbana significa che, senza appoggiarmi all’apposito sostegno, scrivo cose che rileggerò a ore improbabili come se fosse antani, come trazione per due anche se fosse supercazzola bitumata, ha lo scappellamento a destra.
State buoni che recuperare il numero dei giorni su 1826 è stata un’impresa.

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su questa spiaggia ma seduto a fianco a te (del silenzio)

August 2nd, 2010

Federico scrive questa cosa ispirandosi a un post di Sergio.
Federico e Sergio sono due persone che io stimo moltissimo e che, per motivi diversi, apprezzo e talvolta invidio.
Io non credo alle cavallette, ma credo che talvolta raccontando e raccontadosi, soprattutto come facevo io tempo fa su questo blog, si fanno dei danni, o si ha paura di farli.
Ad esempio, due anni fa io e Luca abbiamo iniziato una nuova avventura insieme, che in una certa misura abbiamo condiviso in Rete, ma – per quanto riguarda me – con la paura costante di scrivere cose che non per il timore di ritorsioni, ma per un sano senso di protezione del nostro privato, ho preferito tenere per noi, e per le persone con cui desidero davvero parlarne (e vi assicuro, da una dozzina che erano, ultimamente le conto e alcune dita della mano avanzano).
L’anno scorso ho fatto un trasloco e viviamo in modo un po’ confuso e divertente insieme in una casa che ci piace molto. Pure Isotta è molto felice, nonostante gli anni che avanzano, e si è pure innamorata di Luca, lasciandomi scornata e gelosa.
Per inciso, questa (e le sue conseguenze) è stata l’unica cosa davvero bella che sia successa l’anno scorso, che è stato per me un anno difficile, a tratti noioso, molto violento, probabilmente pieno zeppo di errori e di picchi di miopia (altrui, e mia).
Le impunture di tutto questo sono state alcune sere con le amiche e amici, gli amici nuovi, le amiche nuove!!!!, i viaggi, le piccole scoperte che a 35 e passa anni non pensavi più di fare, le scelte, le brutture che però se le fai insieme a persone che stimi sono anche meglio, i sorrisi, le riunioni a cui non pensavi avresti mai potuto partecipare. Che il lavoro è una brutta bestia, porco cane. E la si fa semplice a dire, alle sei chiudi il portatile e vai a casa… io invidio chi lo fa, chi lo dice e poi lo fa, chi ci riesce. Perché chi lo dice e poi non lo fa, beh… ecco… ci siamo capiti.
E poi dietro al lavoro ci sono mille ingarbugli, mille cose che dici e mille altre che non sai dire. Ma anche mille insegnamenti, che valgono in quell’ambito, ma soprattutto fuori. Impari che adesso come allora la trasparenza ripaga, ma lo fa solo emotivamente, mai nel conto corrente. Impari anche che hai risorse interne che ti fanno paura per quanto ti sostengano e che probabilmente sono solo una piccolissima parte di quelle che ti dicono una donna sappia tirare fuori quando partorisce. Impari a guardare avanti e a guardarti indietro, e a filtrare il tutto. Impari che ci sono cose che ti si confanno e cose che invece no, e a ottenere forse non tutto, ma il più possibile. Impari a dire “Secondo me no, però…” e non è che lo fai perché ti vuoi parare il culo, ma lo fai perché sai quello che stai dicendo. Impari che ci sono altri punti di vista, che le alleanze sono importanti, ma anche che non te ne importa nulla di allearti con il diavolo. E quindi continui a fare il tuo, testa bassa, avanti tutta, il meglio che puoi. E poi si vedrà. Impari a disimparare e che molti errori che hai fatto li hai fatti perché ti fidavi, altri perché non avevi capito nulla, altri ancora perché hai dei limiti.
E tutto il resto? Il resto sono gli amici trovati, gli amici persi, le abitudini che non mi riconosco più, quelle che mi mancano e quelle che “per fortuna ho smesso”. Le nuove paure, anche quella di andare in bicicletta, quelle superate, quelle che arriveranno. Le foto che non faccio più, un arto in più a cui ho rinunciato, o che non so più utilizzare. Perché? Non lo so, ma se ve lo chiedete voi, figuratevi quanto me lo chiedo io. Del resto mi mancano i visi delle persone che ho incontrato, di quelle che mi sono scivolate via dalle mani, quelle che sono partite, quelle che sono tornate, dei sorrisi strinati, di quelli che non bastano mai, delle notti, delle serate, delle mattine, di pranzi veloci, di quelli infiniti. E poi ci sono mio padre e mia madre che invecchiano a vista d’occhio, ma che cercano di tenere tutto stretto, il più stretto possibile, il più possibile. E io, anche se non lo do troppo a vedere, cerco di tenermeli il più stretti possibile.
E adesso che questo post è finito, di tutto questo, se ne poteva fare a meno? Sì, probabilmente, ma era molto tempo che volevo scriverlo, non so se questo c’entra con quello che hanno scritto loro, ma visto che ci sono, ciao Fede, ciao Sergio.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    [...] E adesso che questo post è finito, di tutto questo, se ne poteva fare a meno? Sì, probabilmente, ma era molto tempo che volevo scriverlo, non so se questo c’entra con quello che hanno scritto loro, ma visto che ci sono, ciao Fede, ciao Sergio.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Elena (Elesole)
    hai fatto bene a scriverlo, in certe cose mi sono rivista. Forse il senso sta proprio in questo: parlare di sè parlando anche di altri. Grazie.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] [ ]
    Ecco, porcocazzo, non lo so se c'entra o meno, ma in fondo chissenefrega, che questa è la mia SistAuro e va bene così.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    non dica così, che se no si spaventa e non scrive più.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] La Rejna
    (grazie)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Federico Bolsoman
    Le cavallette sono una mia specialità... ma il suo post era da applausi (e baci).
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] marcella
    molto bello. Grazie.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    "non si dimentica niente. assolutamente niente."
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    "ero nella sala d'aspetto di seconda classe il 2 agosto del 1980. da trent'anni nessuno è ancora riuscito a darmi una risposta".
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    "questa sera, alle 21.10, rai tre"