i lost a friend somewhere along in the bitterness

ti ricordi quando ero innamorata di te, e tu un pochino di me, e ogni volta che ti voltavi nel letto e trovavi lei mi scrivevi “dove sei?”?
“qui”
“qui, dove? ”
qui. qui nelle tue orecchie quando mi chiedevi una canzone nuova, qui nel mio letto quando ti voltavi e trovavi me. qui nelle bugie che hai detto a lei, e a me. qui nel tuo vigliacco non aver mai voluto dire a voce alta “mi aspettano da un’altra parte”. qui dall’altra parte del telefono mentre di notte eri sveglio (non solo) per me, ma raccontavi (anche a me) le favole della buonanotte. qui nel maglione largo che mi hai regalato tu la sera che ci siam conosciuti, tu brillo e io senza cambio dopo il bagno al mare di notte.
“tieni questo, avrai freddo” “ma fa freddo, non hai freddo?” “se non ho te, non ho niente” “come è che ti chiami?”.

qui in questa barchetta di giunchi che mi ha preso e portato via da un pantano di silenzi, rancori e miseria.
qui sulla spiaggia su cui mi hai lasciato perché quando mi hai detto non posso portarti più a lungo con me, ma solo fino alla prossima città, io ti ho chiesto di lasciarmi sola a riposare ancora un po’. quel l’ultimo pezzo di viaggio l’ho preferito fare da sola, sapendo che sarebbe stato più scomodo, faticoso, lungo e solitario.

oggi ho fatto una scelta, una di quelle cose che mi fanno involontariamente intrecciare le dita dei piedi e arricciare le punte dei capelli, come dicevi tu.
“dove sei?” “sono appena arrivata in città”.