sono a un passo da chiudere facebook.
oggi ho ricevuto la richiesta di amicizia da colui che per anni è stato il mio incubo: il rompicoglioni delle elementari. quello che mi chiamava quattrocchi, brutta, mi tirava le trecce, mi sporcava con i pennarelli il grembiule, mi suonava il piffero a due centimetri dal padiglione auricolare (ma vaffanculo al piffero…) e mi faceva sentire una merda. sempre, inesorabilmente.
ho sempre attribuito a lui un bel pezzo delle mie fobie, delle mie idiosincrasie, delle mie incertezze. probabilmente mi amava, ma non lo sapeva. sicuramente io ho desiderato più e più volte che sparisse dalla faccia della terra.
ecco, oggi lui mi chiede se voglio essere sua amica e - non immaginando che quel nome e quel cognome hanno rappresentato un incubo indelebile per la sottoscritta e saranno scritti in modo imperituro nella mia mente - mi fa un po’ il resumé del nostro precenedente rapporto di conoscenza:
Ciao. Non so se ti ricordi, io sono XXX, abbiamo fatto le elementari assieme. Spero che tu non ti sia scordata di me perchè ho sempre avuto un buonissimo ricordo di te, e di quegli anni.
la tentazione di rispondergli: “possa tu bruciare nelle fiamme dell’inferno legato polsi e piedi a brunetta, la binetti e pacciani” è stata enorme. poi mi sono arresa e ho cliccato su “ignore”.
vendetta, tremenda vendetta.
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Ne abbiamo già parlato qui: