Archive for the 'candeggio' Category
ottozampe, 2
Monday, November 10th, 2008dio salvi i tagliatori di unghie dei gatti.
soprattutto di quelli che alle 4 di notte si buttano giù dal soppalco e si incastrano fra le ruote sottili parcheggiate lì’ sotto. che poi sei tu - fra un meow, un cristo e una madonna - che li devi sbrogliare.
Ne abbiamo già parlato qui:
nel mio mondo perfetto
Tuesday, November 4th, 2008i cellulari avrebbero un tasto per rispondere, uno per leggere e uno per mandare sms, uno per spegnere la sveglia (di cui sarebbe possibile personalizzare svariate ripetizioni). non esisterebbero le suonerie, ma solo le vibrazioni. le batterie si autoricaricherebbero con l’uso. il blocco tastiera automatico sarebbe un optional sottinteso, non un gadget.
e invece vivo nel mondo perfetto di nokia, che non permette la ripetizione della sveglia, per mandare un sms vuole 4 click e non ha il blocco tastiera automatico, ma solo manuale.
Ne abbiamo già parlato qui:
191/1826, il giorno della ville lumière
Sunday, October 26th, 2008portami a parigi, ti dicevo. e tu non mi ci hai mai portato.
adesso sei solo, hai la gastrite, la paurella di morire per un infarto e un lavoro di merda? e si vede che te lo meriti.
Tags: gastrite, malinconia, parigi, paris en images, paura di morire, vendetta, viaggioNe abbiamo già parlato qui:
189/1826, il giorno dei 100 milioni in meno
Friday, October 24th, 2008con la mia solita combinazione di numeri ieri avrei fatto 3.
Tags: 100 milioni, lotto, mancata vincita, superenalotto, treNe abbiamo già parlato qui:
blatta americana
Friday, October 24th, 2008alla macchinetta del caffè:
“ieri sono andata al cinema”
“cosa hai visto?”
“mmm… [...] il corto di presto…”
questo è quel che rimane (insieme alla voglia di rivedere Hello Dolly!) della mia visione di wall-e. ok, sono un’insensibile di merda, lo ammetto.
Tags: cinema, film, hello dolly!, insensibile, presto, wall-eNe abbiamo già parlato qui:
dove sei uno di loro, oppure non esisti
Thursday, October 23rd, 2008proviamo a spiegarci. a me le dichiarazioni di kossiga fanno paura, ma non mi stupiscono: è kossiga, non è madre teresa di calcutta. se vi aspettavate una dichiarazione non belligerante, cazzi vostri. le aspettative - se sono aspettative - sono un problema di chi se le fa, non di chi le disattende.
dovremmo tutti svegliarci dal torpore generato dalla televisione, dai kebab iperproteici che ci fanno sentire tanto sazi e tanto multietnici, dalla sconfitta della sinistra che ci permette di sentirci martiri di un sistema che abbiamo corrotto noi, dovremmo tutti svegliarci e riprenderci il nostro ruolo: quelli di cittadini.
dovremmo riprenderci le strade e le piazze, dovremmo dare la fiducia a chi se la merita, a chi ha proposte concrete, degli slogan che urlino da soli senza bisogno che ci siano gli amplificatori, che ha delle speranze e dei sogni e delle verità palesi da raccontare. che ha delle posizioni da tenere, su cui scommettere e delle trasparenti cosa da fare.
ovviamente scuotete la testa: lo farei anche io. nelle piazze manganellano e probabilmente spareranno, i vostri figli vanno al liceo e da oggi cercherete su ebay qualcuno che vende giubbotti anti proiettili, i figli dei vostri fratelli vanno all’università e sono più interessati a capire come guadagnare crediti che a cosa succede a 5 centimetri da loro (e indovinate chi gliele ha insegnate le priorità della loro vita, nel bene e nel male).
nessuno ci sa proporre un’alternativa che non sia mandarli a fanculo o addirittura urlare nell’opulente centro di milano “basta” (questa è stata un’idea di larghe basi concrete e propositive di quel genio del mio ex fidanzato, che sperava pure che io l’ascoltassi) o scendere in piazza il 25 ottobre non si sa nemmeno bene per quale motivo.
scuotete la testa e dite “e allora proponi tu qualcosa”. e no, mi spiace. io modero commenti, scrivo messaggi di aiuto, sterili mail in cui riassumo fatti dati e storici, edito testi, contratto stupidi trafiletti per riviste fashion: questo è il mio lavoro. io non ho mai chiesto di stare seduta sui seggi del governo o del parlamento, io posso dare la mia fiducia, il mio voto, la mia faccia, la mia partecipazione a chi se li merita.
scuotete pure la testa e dite pure che non si può andare avanti così, che qualcuno prima o poi li fermerà, che stanno superando il limite. fatelo pure, ma tanto lo sapete come me: non li fermerà nessuno, se non li fermiamo noi, in qualche fottutissimo modo.
Ne abbiamo già parlato qui:
scioglilingua per glottologi
Thursday, October 23rd, 2008sarah palin è davvero l’ago della bilancia delle prossime elezioni USA. è peraltro anche il vero mostro sacro dei giornalisti radiotelevisivi italiani che non sanno minimamente come si pronunci “palin”. vi assicuro si sentono cose che non ci si può credere.
precedenti del genere solo per: i jeans levis, keanu reeves, arkansas ai tempi di clinton.
Ne abbiamo già parlato qui:
frank/amente cafone
Wednesday, October 22nd, 2008stasera in fila al banco dell’aperitivo, c’erano dietro me due tipi che “avevano fretta” e dato che avevano fretta, lo dicevano ad alta voce per far capire a quelli prima di noi di fare in fretta.
che poi cosa vuoi accelerare di fronte a un bancone di due metri con sopra una dozzina di vassoi?
davanti a loro c’ero io. che andavo ancora più lenta del normale, proprio perché loro avevano fretta.
che poi che vuoi avere fretta se stai facendo aperitivo con gli amici?
insomma fra una tartina di bresaola e un gambo di sedano, uno si spazientisce e mi dice “allora ti muovi?”
che poi io mica andavo a 2 all’ora. andavo solamente con la flemma di chi sa che tanto non è che le tartine alla bresaola finiscono, in due metri di bancone.
mi sono fermata, ho appoggiato i due piatti, le due forchette, i due tovaglioli.
io vivo con lentezza. gliel’ho detto, lui prima guarda me e poi guarda l’amico.
se vuoi passarmi avanti, fai pure, ma sarebbe di molto cafone e sono certa che tu non voglia sembrare cafone. si è messo lì con ‘amico a sbrogliare la frase un po’ complessa, c’era pure un congiuntivo!, e nel frattempo in due passi ho finito i miei due metri di bancone.
e ho finto pure le tartine con la bresaola.
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sa-lot-to! sa-lot-to! ma anche sa-tol-lo!
Tuesday, October 21st, 2008oggi ho avuto la piena consapevolezza di quanto sia anzYana sulla rete quando mi sono accorta di aver salottinato una cattiveria. erano almeno 7 anni che non mi succedeva di arredare un salotto online, ne sono piuttosto fiera. ma non sono mai riuscita a replicare quelli che riuscivamo a fare con le zokkole in zonker list.
insomma ho scritto sta cattiveria che pensavo andasse in privato e invece incauta ho schiacciato post, ed è apparsa al mondo tutto: ne parleranno bloghella e . negli ultimi giorni ho mandato una mail per luca a un altro luca (still sorry…) e ho sbagliato un CC. se va avanti così fra un po’ vi scrivo urbi et orbi il mio pin del bancomat.
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