Archive for the 'milano in soggettiva' Category

un tram chiamato okkupazione

Saturday, February 13th, 2010

quello che sai è che fa freddo mentre aspetti il tram una sera di febbraio.
quello che non sai è che dopo un bel po’ il tram arriverà e il cocchiere dirà “si scende”. e nessuno invece scenderà perché la gente deciderà di opporsi, di fare, di dire, di smetterla di lamentarsi, ma di agire. e mentre stai leggendo un libro sui mali e i malanni di milano (che è un po’ come leggere le lettere d’amore di un amore perduto), scoprirai che milano è bella, ed è bella la gente, rumena, italiana, senegalese, marocchina, musulmaa, bresciana, impellicciata, con il piercing al labbro, che okkupa un tram direzione greco e nel cigolare del ferro arancione ti nanna e ti porta che pare quasi un sogno. fatto di freddo, di luci della strada, di fari e di saracinesche che si abbassano.
e poi, casa.
milano sei una stronza, adesso vivo in viale monza.

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ne abbiamo già parlato qui:

i nuovi sensi

Tuesday, November 17th, 2009

quando si aprono le porte del vagone della metropolitana, esce un odore che è un misto di sudore, alito, alcool e amuchina.

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lungo viale monza

Sunday, July 5th, 2009

ieri mentre tornavo da sola a casa di luca a piedi dopo aver fatto con lui la spesa al mercato di gorla, ho incontrato una signora che parlava da sola. non borbottava, non mugugnava. parlava. esattamente come facciamo tutti mentre siamo al telefono per strada. se avesse avuto un auricolare nell’orecchio avrei potuto pensare che appunto fosse una normalissima donna di mezza età, che tornava a casa dopo aver fatto la spesa, un po’ come me, e che stava parlando con un’amica al cellulare. e invece era solo una normalissima donna di mezza età, che nei sacchetti della spesa portava la sua casa e parlava da sola ad alta voce. forse recriminando sul passato, su sgarbi ricevuti, fatti, ferite, abbandoni, felicità immense, tristezze di un minuto che si portano un’eco lunga una vita. probabilmente si stava raccontando per l’ennesima volta la sua personalissima versione di come sono andate le cose, così da non dimenticare, così da ripetersi l’errore ripetuto, probabilmente era solo l’ennesima replica di un autartico telefono senza fili, durante le quali vengono dimenticati particolari, amplificati refusi, scartavetrate spigolature, inseriti camei e cambiate le battute.
lei parlava da sola e per un attimo i nostri sguardi si sono incrociati: ci siamo sorrise e io ho allungato il passo. per qualche secondo ho sentito ancora la sua voce sentenziare e elencare fatti e misfatti. e poi lui ha detto che, e io ho specificato che. per alcune cose provo un’estrema paura, che credo sia più frutto dell’ignoranza che della reale consistenza delle cose: una di queste è la solitudine, quella che non dura quanto vogliamo, ma quella che dura per sempre. un’altra di queste è lo sguardo della gente, quello che anche quando distolto, dura per sempre.

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post riservati (ai fedeli)

Monday, May 25th, 2009

talvolta usare i mezzi pubblici e non la bici rende la tua giornata più bella: stasera in metropolitana c’erano tre persone (che non parevano conoscersi fra loro) che stavano recitando versetti del corano.

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dire fare baciare

Friday, May 22nd, 2009

stasera c’erano sulla metropolitana che mi portava a casa due coppie.
una di queste era una coppia mista, come nella pubblicità. lui somigliava tanto al mio vicino di casa, lei era come quelle di “the milionaire” ma più brutta. mica tanto, un po’. lei aveva le mani truccate e i sonagli argentati ai polsi e alle dita. lui la baciava con gli occhi e lei con il kajal gli rimandava la rima. da mi basia mille, deinde centum, dein mille altera, dein secunda centum, deinde usque altera mille, deinde centum. si baciavano appoggiati al candore, al pudore, al sudore delle loro mani abbracciate.
l’altra coppia era di due ricci ricci ricci, lei aveva un maglione giallo limone, lui una polo a righe da rugby. e si baciavano sotto lo sguardo invidioso e sdegnato di tutti gli altri passeggeri. si baciavano scambiandosi endecasillabi e giambi. aut ne quis malus inuidere possit, cum tantum sciat esse basiorum. si baciavano appoggiati all’apposito sostegno.

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milano di notte nel giorno del giro e dello scudetto

Monday, May 18th, 2009

pedalo contromano e controvoglia. passo la fiumana di gente in piazza del duomo per festeggiare lo scudetto. poco prima sono passata per corso venezia ed ero da sola, l’unica: io e gli spazzini che rimettevano i puntini sulle i dopo che è passato il giro.
mentre nelle mie orecchie urlano i bassi dei subsonica. vado contromano rispetto alla folla. guardo ma non registro nulla, sento suoni in lontananza ma mi concentro sui bassi.
e ho finalmente chiaro il momento in cui la mia vita ha preso un binario diverso da quello degli altri, da quello previsto, da quelle segnato nelle stelle: credo sia stato quando ho smesso di ascoltare vasco.

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per la west wing di milano

Thursday, April 23rd, 2009

vediamola in maniera positiva: con sta storia dei gelati da mangiare solo all’interno dei locali, via marghera smette di avere la seconda fila perenne e la terza fila estiva.

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274/1826, il giorno della navetta notturna

Monday, January 19th, 2009

dato che non ci facciamo mancare nulla, l’atm si mette a fare dei lavori di ammodernamento della linea: alcune tratte saranno chiuse di notte per permettere i lavori. in cambio ti regalano una navetta. lo chiamano esercizio misto, e durerà circa un anno, forse di più.
quindi le mie corse all’ultima metropolitana delle 0022 verranno un po’ diradate (perchè prendere metropolitana e navetta all’una di notte, non è proprio quello che desidero fare in questa vita). questo vale anche per le cene, per west wing, per le coccole a penelope. insomma, se un giorno mi chiederete “e luca?” e io risponderò “luca chi?” sapete già perché.
(nel frattempo avrò visto tutto fringe, però)

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per tutti, ma non per tutti

Wednesday, January 14th, 2009

quelli che sono della città ci sono andati anche il sabato pomeriggio, che c’era il revival e il rock. io andavo a vederci jovanotti ai tempi di 123casino.
quelli che sono arrivati qui come studenti fuorisede ci hanno passato la serata erasmus del mercoledì e poi anche quella del giovedì, che c’era la musica da pastrugno, e dio non voglia che passi un giorno un luce blu di csi su quei divanetti. io ci ho ballato dello ska, nella notte in cui si ruppero degli incisivi e il pizzettaro affianco decise di scioperare.
quelli che sono arrivati già grandi, ci possono aver visto qualche concerto o possono essere andati alla festa di radiopop o di qualche brand. io ci ho visto i dinosaur jr e svariate volte gli afterhours.
il rolling chiude. io posso iniziare a pensare a dove voglio vivere davvero.

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poche certezze: il freno è il pedale centrale

Monday, January 12th, 2009

dopo un anno e otto mesi, oggi ho guidato di nuovo (perchè blablablablablablablablablablablablablablabla).
la prima cosa che ho chiesto a federica è stata: il pedale del freno è quello in centro, no?
e poi, prima, seconda, freno, freccia, retro, rotonde e anche un po’ di traffico: dopo pochi minuti avevo ripreso perfettamente l’assetto da guida: mano sinistra sul volante, un po’ lasca al centro basso, mano destra sul cambio.
guidare è come andare in bici, non te lo scordi mai. e ancora meno scordi come mandare al diavolo quegli stronzi che guidano intorno a te.
oh. wow.

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