canoa 12
Friday, November 7th, 2008oggi mi hanno spiegato le regole d’ingaggio.
la capitana di vascello a me pare più spicca ciance che horatio nelson.
se posso dire.
ne abbiamo già parlato qui:
e allora riflettete, ragionate con la vostra testa, e continuate la vostra lotta… (il comandante diavolo)
oggi mi hanno spiegato le regole d’ingaggio.
la capitana di vascello a me pare più spicca ciance che horatio nelson.
se posso dire.
ci piace la canoa quando si inizia parlando di vil denaro e si finisce per parlare di diversi tipi di orgasmo.
ci piace ancora di più quando ci si saluta di corsa dicendosi “ci sentiamo via mail”. e ti viene da ridere perché tutto l’equipaggio si stava appassionando ai tuoi racconti da vecchia lupa di mare.
ci piace un po’ di meno quando si arriva lunghe a un appuntamento e non puoi nemmeno dare la colpa a chi ce l’ha, il vogatore.
hint: mai andare in canoa senza aver fatto colazione.
potrei raccontarvi che oggi mi sono piantata sciocca e tranquilla a fissare in una vetrina una sciocchezza di giocattolo per bambine impertinenti, e per due minuti son rimasta lì a fissarlo, pensando che le bambine impertinenti ne hanno un sacco di fortune, ed ero lì sciocca e tranquilla.
poi potrei dirvi che oggi un medico mi ha detto che io sono inutile e mi ha fatto pesare il fatto che io mi preoccupi, come se io stessi rubando tempo a un ambulatorio vuoto e sporco, con i nidi di polvere come quelli che ci sono dietro le mie porte di casa. potrei dirvi che io l’ho guardato di sottecchi e mi sono imbarazzata e mi sono sentita in colpa, così in colpa che tutta la pletora di bugie che avevo messo in piedi è crollata, ed ero lì nuda dentro e fuori, davanti a un medico ostile in camice bianco che mi faceva sentire in colpa perché non sono mai stata una bambina, stupida. e volevo dirgli “brutto stronzo adesso mi tratti come tratti tutti, con rispetto, con benevolenza, perché io sono qui e tu mi devi rispetto e benevolenza, anche e soprattutto perché sono una ragazzina inutile che non è mai stata bambina e che adesso pretende di essere adulta e felice. ok, stronzo?”. e invece no, ero nuda. e imbarazzata.
potrei dirvi che domani si torna in canoa.
potrei dirvi che oggi ho davvero avuto paura. il terrore. l’ansia. e che no, non sono tranquilla. davvero, non sono per nulla tranquilla.
potrei dirvi tutto questo. certo, ma invece preferisco dirvi che il lunedì c’è una piccola kappler che per un’ora e un quarto mi fa sudare come una disperata e mi riempie di adrenalina, di sorriso, di imbratanataggine riflessa nello specchio. e che un po’ mi guarda, pure. e mi sorride, pure. e che per quell’ora e un quarto io braso il cervello, non penso a niente, né a cose belle, né a cosa brutte. mi guardo nello specchio, asincrona, senza bisogno di pensare, di dire, di fare, di essere diplomatica, di essere sul pezzo, di fare questo in tempo, di fare meglio, più meglio, più meglio ancora. senza il torpore delle coperte, l’elastico lento delle spalline, il sorriso per tenere su lei, il fiato per correre in tempo al binario 15, senza bisogni, senza obblighi. un’ora e un quarto in cui gioco con le bambole, facendo trecce e poi disfacendole.ed è subito sera.
mica ci credevate sul serio, no? nemmeno io.
e vi dirò stavolta il timoniere non solo mi ha fatto pat pat sulla spalla, ma mi ha dato anche una sonora pacca sul culo. piacevolissima. con urletto mio e sorriso stampato in faccia.
il prossimo giro sarà in occasione della barcolana, certo la canoa non è una barca a vela, ma sempre da quelle parti si sta: in acqua.
ho deciso di cambiare sport.
l’ho deciso su un pezzo di tek, sdraiata al sole su un lettino giallo, circondata da granchi con il cuore.
anche perché mi hanno spiegato come pagaiare e poi mi hanno buttato un acqua. ho seguito gli insegnamenti, ma l’esperto mi ha rimproverato perché non solo sono un po’ stordita sulla pratica (e fin qui…) ma non conosco nemmeno le basi della teoria.
quindi io mi cambio sport, poi si vedrà. mi sacrifico: scelgo vegeto.
andare in palestra con una nuova playlist (un po’ meno incazzosa), pedalare fino a casa mentre il pod sputa la canzone che deve essere camminata su tacco 12 per eccellenza, mangiare la cosa estiva più buona che c’è (un chilo di yogurt bianco), sognare una doccia calda infinita, e finalmente trovare tempo per frignare un po’.
[riflessione di una pausa pranzo su una panchina del parco sempione] - perché mai una persona dovrebbe decidere di sposarsi, auto definendo così conclusa la propria ricerca del miglior partner sessuale?
(la questione amante non ha senso all’interno di questo ragionamento perché se decidi di sposarti non è che lo fai dicendo “poi mi faccio l’amante”, l’amante te lo fai perché ti sei sposata/o. fra gli elementi non c’è una relazione biunivoca, male che vada si tratta di una relazione a tre…)
la roscia mi dice che non dovrei pormi il problema dell’assetto e che se mi pongo il problema dell’assetto, allora vuol dire che sono più concentrata sul traguardo che sul viaggio.
io le rispondo che io quel viaggio l’ho già fatto. e che preferisco un campo di regata ampio, regolare, senza rapide, in modo di arrivare in fretta e viva, piuttosto che fare un’altra scampagnata fra le fresche frasche, un po’ lunghetta e molto rischiosina, su è giù per le montagne russe.
ho una certa età, mi si capisca: tendo a voler tornare a baita piuttosto che star lì a spezzar capelli. non che sia per forza condivisibile, immagino. ma tant’è.
il candidato sviluppi il seguente assunto: “la vita di auro è come un circo dove tutti si divertono ad accendere cerchi di fuoco e a far ballare orsi”. se possibile fornisca esemplificazioni e eventuali soluzioni pratiche.
Tags: canoa, cerchi di fuoco, circo, esempi, orsi, soluzioni