93/1826, il giorno del diverso possibile

Saturday, July 19th, 2008

ieri sera la discoteca labirinto pulsava. e noi abbiamo ballato come delle sedicenni.
adesso, dopo 7 ore di sonno, con i polpacci duri e gonfi, la schiena dolorante, la testa piena di ovatta, mi metto in sella e vado a sesto calende. probabile che mi fermerò verso turbigo e ordinerò un bicchiere di giovinezza con menta.
(grazie per “preso blu”, era necessario)

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fino all’abiura di me

Wednesday, July 9th, 2008

torno dal concerto di caparezza con negli occhi occhi risate e sorrisi e con in testa almeno 5 fotografie.
ho bisogno di un muro bianco molto grande e di qualcuno particolarmente amico dei sexy shop che mi procuri del lattice nero in nastro o liquido.
anyone?

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64/1826, il giorno dei bassi bassotti

Friday, June 20th, 2008

dici vai a un concerto. dici che è il concerto di un gruppo che ti piace molto. dici che dopo 5 falliti tentativi, finalmente ci riesci ad andare e scopri che è uno dei concerti più assurdi della tua vita: la banda bassotti.
i bassotti fanno ska comunista, palesemente anacronistico, ma divertente.
i bassotti dicono figli di puttana, pezzo di merda, vaffanculo. dicono tutto questo probabilmente in ogni loro canzone e se ce la fanno in un solo verso, ma del ritornello così lo dicono più volte in un solo pezzo.
i bassotti hanno una certa esperienza in concerti finiti in rissa. e anche stavolta ci siamo andati vicini. ma non è che stavolta c’erano i nazi, no stavolta c’erano le “guardie”. una di loro ha preso dalle mani di uno degli spettatori un fumogeno rosso acceso e glielo ha portato via così poi tutti si sono spostati a discutere con le guardie, perché “minchia mica resterete qui a guardare il concerto, addosso alle guardie”. ho visto un’orda di gente (dai 16 ai 60 anni) aggredire uno che aveva tolto dalle mani di un altro (palesemente sbronzo) un fumogeno acceso facendolo roteare davanti alle facce dei presenti (palesemente sovreccitati da alcool, fumo e musica). nel frattempo concerto fermato e sgorgava incredulità sul palco.
i bassotti sono stati bassi, non tanto di qualità, quanto di volume, perché - me lo sono fatta spiegare per bene - l’anno scorso la cascina monluè si è presa una denuncia per disturbo e visto che a milano c’è un regolamento che dice che il suono non deve superare i 68 decibel (con varie deroghe si arriva a 75): arpa allertata e misurazione del rumore per un concerto bello, bellissimo, godutissimo, ma in sordina.
se l’arpa volesse pure venire a casa mia a controllare quanti decibel fanno i signori della nettezza urbana la mattina alle 6 a ritirare il vero e quanto inquinamento luminoso fa l’insegna della farmacia davanti a casa, io offro il balconcino e caffé brodo in quantità. tutti invitati.

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46/1826, il giorno del mare che nemmeno lui pensa di avere grandezza uguale

Sunday, June 1st, 2008

la cosa più nitida che riporto a casa dall’ennesimo concerto da quindicenne che ho visto, è che - appunto - non sono più una quindicenne.
mentre io mi sgolavo a cantare “tre minuti” e battevo le mani a ritmo, cercavo di non confondere refrain e strofa e dimenavo il culo, la ragazzina e il ragazzino affianco a me hanno pomiciato di gusto e ininterrottamente per tutta la durata della canzone. ripeto: tutta la durata della canzone senza mai fermarsi, senza mai aprire gli occhi, senza mai staccarsi le mani di dosso.
io non mi ricordo nemmeno più l’ultima volta che mi è accaduto di pomiciare di gusto. e ho il vago sentore che non mi ricapiterà più. e tanto meno andrò mai più a un cazzo di concerto di quindicenni.

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44/1826, il giorno del fruscio di ragazze a un ballo

Friday, May 30th, 2008

sono 10 giorni che ascolto solo i negramaro.

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perché la terra dei cachi è la terra dei cachi

Thursday, April 3rd, 2008

elio sperava che slittassero le elezioni e invece no, deve arrendersi: il suo tour manager gli ha fissato il concerto a milano nel giorno in cui mezzo mondo (almeno la metà intelligente) darà retta solo a emilio fede, enrico mentana e bruno vespa.

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charlie fa look

Sunday, March 16th, 2008

sul palco uno sbracciatissimo magliabito rosso con oblò sulla (sexy) schiena (da verificare se con o senza reggiseno, ma si propende per un sì), e camicie da uomo molto belle.
in ogni pertugio del rolling stone camicie verdi, magliette gialle, shorts marroni, completi smoking alike, trucco d’annata, mezzi guantini di maglina nera, tacco a stiletto, infradito gioiello, ombrelli pieghevoli, trucco alla amy winehouse, glitter sugli occhi, unghie ricostruite con le jems applicate, jeans con le ruches, camicie scozzesi, mocassini inglesi, pancere e calze contenitive, elastici posticci, cerchietti di vernice rossa, kefie, sigarette, birra, acqua.
e poi una maglietta blu e una maglietta nera, dissidenti.

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stacco, e scatto

Friday, March 14th, 2008

vado a casa, poi al concerto della nannini.
domani mattina ore 8: nuoto (ahah!). pomeriggio culturale con concerto dei baustelle in chiusura.
in base al meteo, domenica sui pedali.
poi vabbé ritorna il lunedì. che palle.

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ma quanta fantasia ci vuole per sentirsi in due

Wednesday, March 12th, 2008

venerdì ho un appuntamento - sotto il palco - con una delle donne che più preferisco.
certo poi, ovvio, sabato mattina alle 8 in vasca.
(grazie)

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l’eredità dei genitori

Saturday, March 8th, 2008

se tuo padre fa l’operaio, guarda gerry scotti in tivvù e magari fa la spesa il sabato con tua madre alla coop, insomma una vita tranquilla (la-là), non ti lamentare.
potresti essere figlio di un famoso fisico quantistico, e decidere che una sera a milano farai sorbire un’ora e venti di lungometraggio sulla vita di tuo padre a persone che avranno pagato per stare sedute in posti scomodi a sentirti, invece, suonare. dopo di che, sì, certo, terresti le corna.
questo per dire: bello il concerto degli eels, ma anche se fossimo arrivati un’ora e mezza dopo sarebbe stato bello lo stesso, e scomodo lo stesso.

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