ridere per non piangere

Saturday, June 6th, 2009

quando abbiamo deciso di partire, quando abbiamo guardato le date, abbiamo cercato una soluzione che ci permettesse di votare. altrimenti niente pescetti.
per la prima volta dopo tante tornate elettorali, questa volta non sono i seggi. sono quindi andata a votare, con poca convinzione, e ho fatto il mio dovere, esercitando il mio diritto.
il presidente di seggio ha provato a fare anche il simpatico, ironizzando sul fatto che ci metteranno davvero poco a scrutinare, visto che hanno avuto alle 15 meno del 10% di affluenza: simpatico sto cazzo.

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auro risponde alle domande dei suoi lettori, 31

Monday, March 23rd, 2009

non ti occupi più di politica. firmato, un kompagno.
iniziamo a dire che non mi sono mai occupata di politica. iniziamo a dire che c’è stato un tempo in cui avevo più tempo per pensare alle sorti del mondo. adesso quel tempo non ce l’ho perché sto pensando alle sorti della mia vita. tipo: vista su un muro grigio no, com’è che non riesco a risparmiare manco un euro al mese, esiste un sistema per eliminare automaticamente i puntini di sospensione, meglio un’esposizione con uno stop oppure scatto in raw e vediamo dopo, perché mi guarda male tutte le mattine, come si sabotano dei lavori in un condominio, che fine ha fatto la ragazzina che viveva dentro me, esiste un posto dove posso piangere senza paura di essere presa per pazza, quanto del mio spazio sono disposta a condividere? (più tutta un’altra serie di domande, che no, non ho voglia di condividere con voi).
poi, possiamo dire che sì, da quando non ho più un rappresentante in parlamento non ne ho molta voglia. il conto alla rovescia di questo blog langue per tanti motivi, fra cui il fatto che non amo molto contare ancora quanti giorni di gogna mi toccano. possiamo anche dire che talvolta fini mi pare più comunista di molti esponenti del pd, e che non c’è cosa che mi turbi più intimamente che sta merda di limbo in cui viviamo tutti, a metà fra l’oscurantismo, la dittatura, il disfacimento morale e etico, la tv generalista e il delirio onnipotente dei personaggi di un circo.
poi, poi, io da ignorante in materia, da pedina di un sistema in cui ormai vige l’indifferenza, io credo intimamente che – dopo il 20 di gennaiofebbraio – nessuno mai potrà mai più avvallare chicchessia al potere se non sarà qualcuno che quel potere l’avrà ottenuto tramite la speranza, la promessa, il sogno regalato di un miracolo. lo dobbiamo a obama, tutto questo. al suo “yes, we can”, al fatto che siamo stati tutti lì come bambocci(oni) a fissare un uomo consegnare al popolo delle promesse e dei sogni, consegnarli per poi dire “mi occuperò io dei vostri sogni”, ve li consegno perché poi possiate crederci davvero. che ci riesca o no.
è questo il passaggio che manca secondo me nell’attuale sistema, nel panorama, nelle opportunità, nelle scarse e stitiche proposte: ciò intorno a cui la politica di centro sinistra (figuriamoci poi quella di centro destra) mi muove non sono i sogni, le speranze, i desideri della gente, ma piccoli atolli di perbenismo, di banalità e di piaggeria, che per quanto scontati non reggono nessun grammo di sabbia in più. tanto è vero che non trovano consenso intorno all’opposizione nemmeno quelli più evidenti.
la fanga, qui, non sogna granché, non sogna un mondo in cui i ricchi non dovranno più pagare più tasse perché saremo tutti ricchi, la fanga qui sogna di arrivare a sera.
la fanga lika debora serracchiani. non ne ha molta ragione? beh, tranquilli, se la fanga likasse qualcun altro sarebbe molto peggio.
date alla fanga il suo quarto d’ora di sogno: che vi costa? molto meno di una finanziaria.

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denti

Wednesday, November 5th, 2008

pensate che loro appena saputo hanno tirato 300 milioni di sospiri di sollievo e stanno iniziando a sperare.
che non è che sia pane da mettere sotto i denti, ma la fiducia e l’ottimismo, l’entusiasmo e la speranza condiscono talvolta l’aria, se non c’è nulla da metterci sotto ai denti.
noi male che vada se ci dicessero “ha vinto la sinistra” potremmo metterci le mani sulle palle, accendere un cero e al massimo dire “meglio che un calcio”. nei denti.

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think global (e poi basta)

Tuesday, April 15th, 2008

il mio senso di sconfitta è tutto concentrato nel fatto che io so che lui ha ragione. ma non riesco a convincermi che l’interesse personale sia da tutelare più dell’interesse sociale. e non me ne convincerò mai.
mi incazzerò sempre quando mi sentirò dire che “meglio non pagare l’ici e il bollo”, “che è stata una grande vittoria, io con i governi di sinistra ho sempre pagato più tasse” (e lo dice una giornalista che non è andata a votare e che ha sempre millantato un passato di sinistra).
e poi “ma forse la lega avrà un po’ di ragione, forse è che io non lo vedo perché io non ho a che fare con gli extracomunitari” (e lo dice una giornalista che è andata a votare e che ha sempre millantato un passato di sinistra), “meglio che ci sia la lega, perché loro sono almeno proteggono le strutture vicine ai meno abbienti” (cit. sempre la stessa giornalista).
io sarò sempre una che perde perché io penserò sempre che quando si è in cabina elettorale e quando si vive non si deve guardare al proprio orticello, ma all’orto del mondo.
e non me ne frega un cazzo di arricchirmi, ma mi importa molto di vivere in un mondo diverso, che so essere possibile.
e se con il bollo tolto, ci saranno più macchine, se solo sento qualcuno che si lamenta dell’inquinamento e che magari suo figlio cresce in un posto malsano, giuro, in nome dell’orto botanico globale, faccio una strage. e il (mio) mondo me ne renderà grazie.

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una mattina mi son svegliato

Tuesday, April 15th, 2008

e vivevo in un paese fascista e razzista.

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non passa mai di moda

Monday, April 14th, 2008

piove, governo ladro.

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suffragetta, 4

Sunday, April 13th, 2008

avete presente quelli che si fanno registrare al seggio e poi dicono “non voglio votare”.
ecco quelli.

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suffragetta, 2

Saturday, April 12th, 2008

ed è con grande grandissimo piacere che leggo sempre più spesso inviti al voto, di qualsiasi tipo. ma comunque inviti al voto. anche da chi aveva deciso che votare il meno peggio era impossibile, insostenibile.
se poi volete annullare, annullate, ma mi piace riguardare che l’unico modo per assicurarsi un diritto è quello di goderselo.
domani e dopodomani grufolate con allegria in questo trogolo di libertà, grazie.

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suffragetta, 1

Saturday, April 12th, 2008

anche quest’anno la piccola lotta per la laicità del seggio elettorale ha sortito il suo effetto: dopo nemmeno tre minuti dall’apertura dell’aula, il crocefisso è stato tolto dal muro e messo in un angolo.
a testa in giù.

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pubblico ufficiale

Thursday, April 10th, 2008

oggi, sotto una pioggia crudele e sottile, sono andata a ritirare la mia nomina a scrutatrice per le elezioni.
me l’ha notificata mia madre: il messo comunale l’ha chiamata cercandomi sull’elenco del telefono e dicendole di dirmi di andarla all’ufficio elettorale.
al messo gli ha detto male: mio padre ha il nome che inizia con D, non con Z, ma comunque che si chiamano come me ce ne sono solo 8 sull’elenco e mio padre è il settimo.

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